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sabato 5 luglio 2008
Missione Senegal 2 - Diario 30 giugno - 5 luglio 2008
Lunedì 30 giugno
Passiamo la giornata all’associazione Les Enfants d’Ornella, che si trova a La Kelle, a 60 km circa da Dakar e ad un’ora e un quarto circa di macchina da Malika dove ci troviamo.
L’associazione, fondata da due italiani (padre e figlia) in memoria della mamma il cui desiderio era realizzare questo progetto per bambini africani, si rivolge a tutti i giovani della zona, ai quali vengono gratuitamente offerti attività di doposcuola, corsi di computer, di ballo, di musica, teatro e altro ancora. La sala del nuovo centro polifunzionale viene anche offerta a gruppi locali che necessitino di spazio. Il progetto prevede nei prossimi mesi di accogliere una trentina di bambini definitivamente ai quali poter dare anche vitto e alloggio.
Arriviamo e scambiamo alcune chiacchiere con il responsabile italiano del centro, Andrea. Nell’attesa che arrivino tutti i bambini ne approfittiamo per visitare il centro e poi pranziamo.
Alle 15 i bambini sono circa 80.
Proponiamo lo spettacolo, poi bans e giochi di gruppo.
Il sole picchia forte…ma resistiamo…e soprattutto ci divertiamo un sacco!
Notiamo come i bambini non seguiti con costanza siano più ‘selvatici’, quindi più energici e anche più maneschi di quelli con i quali siamo abituati ad interagire nella Casa, ma tutto va comunque bene.
Baobab.
Durante il viaggio di ritorno, in sette in una specie di mini-mono-volume, quando ormai il sole africano è basso, e non fa più paura, dal finestrino si vede una grande pianura brulla, che assume il colore del tramonto. È grande questa pianura, e si estende fino all’orizzonte.
E qua e là baobab.
Chissà se avete presente il baobab, e chissà se andare su Google e cercare una foto rende l’idea. Ma vedere questi giganti dai rami corti e dalle foglie rade dà l’idea dell’incanto e mostra una sfaccettatura della magia africana. In macchina si scherza, e Sbrodolo è in piena crisi di riso, per una serie di battute sul mango. Ma se guardi fuori e vedi i baobab, per un attimo stai zitto e godi.
E non rinunceresti a questo momento ‘MANGO’ per sogno (vediamo quanto ci mette Sbrodolo a ridere… 1… 2… 3… ok, fatto, sta ridendo)
Rientriamo a casa per le 20, stanchi ma contenti di questa giornata piena che ci ha permesso di conoscere un altro pezzo di Senegal.
Martedì 1 luglio
La prima giornata di luglio ci vede far visita all’ospedale …La pioggia nella notte ha salutato il mese di giugno…lasciando come dolce souvenir un caldo afoso…
Il viaggio è lungo, il traffico porta a quasi due il numero delle ore necessario per arrivare all’Hopital Principal. Qui con altre 4 persone senegalesi che hanno seguito il corso base fatto nei giorni scorsi e del quale vi abbiamo già parlato, faremo il nostro servizio. Si vedrà se questa esperienza potrà essere per loro fattibile in futuro: la speranza è che, indipendentemente dal discorso in ospedale, possano essere punto di riferimento e di divertimento per i moltissimi bambini delle strade di Malika e dintorni.
Nella prima parte del servizio facciamo gag improvvisate in un edificio di Pediatria dove vengono convogliati tutti i bambini che si possono muovere.
Nella seconda parte giriamo in due gruppi nelle varie stanze di ospedale.
I nostri amici senegalesi ci accompagnano con entusiasmo e coraggio e noi facciamo loro un po’ da angeli.
Il servizio scorre bene: la prima parte ci permette di coinvolgere maggiormente i giovani clown inesperti…gag, risate in uno spazio piccolo ma simpatico.
Domani in quel reparto è giornata di vaccinazioni e le infermiere ci chiedono di fare i palloncini per i molti bimbi che verranno.
Girando per le stanze vediamo realtà abbastanza dure. Il livello di igiene e dotazioni varie non è quello occidentale ma neanche poi così male. Pur non essendo l’ospedale fatiscente, le mosche disturbano i piccoli ammalati.
Ci stupisce un pochino il contrasto con la parte esterna dell’ospedale, dove una miriade di giardinieri curano alla perfezione le aiuole che fanno da contorno all’edificio.
In una stanza visitata, una bambina allunga il braccio per prendere un nostro palloncino…tra lo stupore dei medici e degli infermieri, che negli ultimi mesi l’avevano sempre vista pressoché immobile…altre piccole magie in questa strana atmosfera senegalese…un bambino felice di aver ricevuto una spada in dono…e poi il sacchetto magico nel quale buttare il proprio desiderio…
Dopo il servizio facciamo la condivisione con i nostri amici senegalesi: facciamo nuovamente presente quanto già detto al corso sul comportamento da tenere in corsia e condividiamo le emozioni vissute…tante…forti…chissà…forse i primi senegalesi a fare in concreto la clownterapia…
Rientriamo a Casa…il pullman è strapieno…siamo attorniati da un gruppo di scalmanate anziane signore…abbiamo l’occasione di fare un pazzo minispettacolino di magia…che porta ancora più a galla l’esuberanza senegalese…che ridere…dopo ogni magia riceviamo pacche sulle spalle da abbattere un paracarri…
E poi il caldo afoso…ma le emozioni della giornata di oggi fanno sopportare qualsiasi clima…
Mercoledì 2 luglio
I giorni passano…
Questa mattina abbiamo appuntamento con l’associazione Book Diom, che si occupa di fornire formazione ai bambini costretti a lavorare nelle discariche per portare pezzi di plastica o vetro in altri centri di raccolta per avere qualche soldo. Facciamo lo spettacolo e poi abbiamo l’occasione di cantare e giocare insieme ai presenti, per lo più ragazze adolescenti che hanno appena terminato la lezione di cucito e il personale dell’associazione, che con le proprie infermiere offre assistenza alle persone che vivono nei pressi della discarica.
Prima di cominciare siamo ricevuti dal responsabile del centro, un signore molto disponibile rientrato da pochi giorni dal Canada, dove ha partecipato ad un convegno per il recupero nelle zone disagiate del terzo mondo. Ci spiega che con i fondi della Banca Mondiale il progetto è di chiudere la discarica e di garantire un’opportunità a tutti coloro che bene o male ne cavano fuori da sopravvivere. Spostare le abitazioni in un’altra area, fare qui una bonifica accurata e impiantare una fabbrica di gas, garantire imprese addette al riciclaggio, ma soprattutto eliminare questa bomba ad orologeria… visto che dal 1968 circa si continuano ad ammassare rifiuti, l’area della discarica è di 180 ettari e si estende per 10 km dal punto in cui furono buttati i primi rifiuti 40 anni fa, e poi ancora avviare sostegni di microcredito…mille progetti che illuminano i suoi occhi e anche i nostri. Durata del progetto dieci anni circa. Ora il lavoro duro è convincere le persone del luogo che il cambiamento e quindi una vita migliore è possibile…Alla profondità di soli 50 metri scarsi ci sono delle schifezze immense che causano moltissime malattie.
Rientriamo a casa per pranzo con la speranza di trovare ancora un momento per tornare in questa associazione.
Oggi è il giorno in cui le due volontarie francesi che ci hanno aiutato durante la nostra permanenza lasciano il centro. Arrivate in ottobre, dopo 9 mesi rientrano in Francia. Una piccola festicciola d’addio, qualche lacrimuccia e poi gli abbracci.
Nel tardo pomeriggio facciamo uno spettacolo in strada per i bambini del quartiere.
La cosa è stata annunciata nelle scuole della zona e quindi la partecipazione è buona. Oltre ai bambini molti adulti si fermano a guardare. In più organizziamo una parata per le strade del quartiere…ne nasce subito un grande serpentone per le vie di Malika, chiassoso e colorato…poi tutto nello spiazzo vicino alla Casa per lo spettacolo vero e proprio.
Sulle prime pensiamo che i bambini di strada ci renderanno la vita difficile e che la potenza non certo eccezionale del nostro stereo a pile venga letteralmente coperta da urla e schiamazzi…
Niente di tutto ciò…i bambini della Casa fanno da bodyguard, dicendo agli altri in quale punto del campetto sabbioso sedersi, tracciando addirittura con un bastone i diversi settori… Ousmane è entrato come giocoliere nello spettacolo (ha già imparato a fare passing…), Djibril controlla lo stereo, Pape recupera ogni tanto lo splendido Ablail (da noi soprannominato Caccolina, 3 anni scarsi, di cui leggerete ancora sotto) che sorridente e come se niente fosse entra in scena…
Anche tutte le persone adulte che ne approfittano per andare a fare footing e ginnastica in spiaggia, si fermano a guardare lo spettacolo, che alla fine viene visto da circa 150 persone…
A fine spettacolo veniamo simpaticamente assaliti dai bambini, e ci rifugiamo nella vicina Casa di Ibrahima.
Giovedì 3 luglio
E’ la giornata che prevede la nostra seconda visita in ospedale, preceduta da una visita per le vie di Dakar.
Evitiamo il mercato turistico facendoci guidare da Alì nel mercato senegalese.
Il fatto che Alì cerchi di evitarci i prezzi da turisti segnalandoci i prezzi che verrebbero invece fatti ai locali non viene visto bene dai venditori, che se la prendono con lui rinfacciandogli di negare loro dei facili guadagni alle nostre spalle.
Ma la giornata pare essere probabilmente una delle più calde della nostra vita…e dopo una sosta per il solito panino senegalese ci rechiamo all’ospedale.
Dopo le 2 ore per andare da Malika a Dakar c’è un’altra mezz’oretta da fare coi trasporti locali per arrivare all’Ospedale Fann, dove oggi faremo servizi con 3 nostri amici senegalesi, al loro 2° servizio.
Visitiamo i reparti pediatrici e in particolare due differenti padiglioni, ognuno dotato di circa 8 cameroni e divisi da un giardinetto quadrato nel quale i parenti dei degenti si stravaccano a terra all’ombra di un albero centrale.
Il servizio scorre bene, i nostri amici sono più sciolti rispetto al turno precedente di martedì.
Nonostante lo stupore generale siamo accolti bene, e solo in una camera un’anziana signora nonna di una bambina manifesta in wolof la sua disapprovazione e i nostri clown senegalesi la capiscono…il rifiuto…difficile da accettare per loro che non capiscono come si possa rifiutare chi viene a donare un po’ di sé agli altri…
La cosa viene affrontata nella condivisione post servizio…Forse quello è stato lo sfogo di una nonna che non sa come affrontare la malattia della nipote, forse ha della rabbia e noi siamo stati la sua valvola di sfogo, vedere delle persone che fanno quello che facciamo noi in ospedale può sembrare strano e fuori luogo ad una persona della sua età in un paese che non conosce la figura del clown, il rifiuto non è alla persona ma al servizio…altro positivo scambio di emozioni e poi l’abbraccio finale…
Rientriamo alla Casa con scalcagnati taxi, per evitare di rimanere eccessivamente imbottigliati nel traffico e rimetterci altre 2 ore e mezza per il viaggio di ritorno…o quanto meno così avrebbe dovuto essere…
Ci dividiamo in due gruppi su due taxi: Sbrodolo e Chiappo arrivano a casa col primo taxi senza problemi…per Donji, Ruzzolo e Stropicciato si apre un “simpatico” fuori programma che allungherà i tempi dall’ora abbondante prevista per il viaggio in taxi alle quasi 3…
Infatti il secondo taxi buca una gomma ed è costretto ad accostare in mezzo alle bancarelle e chincaglierie che costeggiano la strada. L’autista scende e smonta la ruota (scoprire che tutte le ruote sono fissate con 3 dei 4 previsti bulloni…) e scappa via con la ruota sulle spalle in direzione opposta al senso di marcia. Si avvicinano molte persone, chi per vendere chi per chiedere qualcosa, chi per vedere il bianco…
Uno di questi ci dice che probabilmente è andato lì vicino a fa riparare il pneumatico.
Questo signore resta con noi…non vuole che gli stranieri che vengono in Senegal siano trattati male, lui ha passato anni in Congo e sa cosa vuol dire stare…Infatti alcuni personaggi che si avvicinano sono un po’ folcloristici…la presenza di questo signore ci dà comunque più sicurezza. La cosa incredibile è che si tratta dell’unico signore alto 1 metro e sessanta cm di tutto il Senegal…e il più piccolo di quelli intorno è alto un metro e novanta…
Dopo un’ora abbondante il taxista ritorna come se niente fosse e montati i 3 bulloni di cui sopra riparte ingranando la prima a fatica e saltando le marce, avendone a dotazione solo due o tre…
Manca ancora un po’ alla Casa…ma riusciamo ad arrivarci…
Ad accoglierci troviamo Chiappo e Sbrodolo, che sono arrivati senza intoppi e che accortisi che una bambina della Casa ha il mal di testa, mettono su il cd con le musiche di Reneé Aubry…non solo il mal di testa passa, ma le coccole prendono piede…e la sala in cui solitamente mangiamo si trasforma in una splendida distesa di bimbi che si fanno reciprocamente delle tenere coccole!!!
Per queste…non c’è latitudine che tenga…
Venerdì 4 luglio
Nella mattinata ci rechiamo nuovamente all’Associazione Book Diom già visitata mercoledì scorso.
Ci accompagnano a vedere la discarica nella quale si trovano i lavoratori ai quali cercano di dare la formazione e i controlli medici. La cosa ci colpisce molto…e soprattutto ci stupisce come queste persone che lavorano e vivono nella discarica siano pronti ad accoglierci con il sorriso nonostante le situazioni circostanti. C’è sempre molta fierezza nei loro sguardi. Sono loro a chiederci come ci siamo trovati in Senegal e se ci hanno trattato bene…loro a noi…
Ritornando al loro centro facciamo alcuni giochi con i ragazzi presenti.
Il nostro obiettivo era quello di fare giochi cooperativi e di sintonia: ci troviamo ahimé di fronte una sessantina di ragazzi di età diverse, che non si conoscono tra di loro e con uno scarso desiderio a seguire quanto proposto. Decidiamo ovviamente di non imporre nulla e cerchiamo di essere flessibili il più possibile nel passare il tempo restante insieme.
Nel pomeriggio ritorniamo a Pikine (cittadina vicino a Malika) al Centro disabili già visitato la scorsa settimana e ad accoglierci ritroviamo Omar, il responsabile del centro.
Ci portano in un vicino spazio all’aperto cementato utilizzato dalla comunità per le attività più disparate: dalla pallacanestro alla pallamano, dalle prove del gruppo dei bonghi al semplice incontro della gente. E’ una specie di grossa piazza sulla quale danno le vie del quartiere e diventa il cuore pulsante della zona.
Qui presentiamo il nostro spettacolo, con l’accompagnamento del gruppo di tamburi, bonghi e djambé: il nostro stereo non sarebbe stato di grande aiuto e il suono si sarebbe perso nello spazio di un metro quadro…e poi l’idea è di integrare, di collaborare con questo gruppo locale, formato da abili e disabili…anche se come detto nelle precedenti condivisioni…è evidente che le disabilità sono soprattutto attribuite dallo sguardo giudicante di chi osserva…
Il mix è perfetto…e lo spettacolo raccoglie circa 200 tra bambini e passanti…e si crea subito un bel clima che ci porta a dare il massimo, in questo che a conti fatti, l’ultimo spettacolo della missione.
Finito lo spettacolo abbiamo il tempo di fare un laboratorio di giocoleria per gli adolescenti del quartiere: sono tantissimi e non avendo la possibilità di creare le palline per tutti con pellicola trasparente e palloncini rotondi (sia per la nostra disponibilità che per il tempo che comunque sarebbe stato necessario), optiamo per le pietre, che non mancano.
Sono molto ricettivi…la cosa ridicola e che scopriamo subito che le pietre in realtà sono dei pezzi di cemento, avanzi di costruzioni, e quando cadono si spezzano subito.
Praticamente anche esercitandosi con una pallina sola, se cade, se ne raccolgono tre…
Alla fine chiudiamo il laboratorio con i ragazzi che giocolano con pietre grosse come francobolli…
A parte questo inconveniente, risolto con la continua ricerca di altre pietre, il laboratorio viene bene…i più piccolini facevano un chiasso infernale di sottofondo…ma…beh, sarebbe stato strano il contrario…quindi tutto perfetto!!!
Si rientra alla Casa, ultimo giro su taxi locali (auto praticamente uscite da uno sfasciacarrozze che prendiamo per fare i tratti completamente sabbiosi nei quali i pulmini non esistono e sulla ui affidabilità vi abbiamo già aggiornato…) e coloratissimi pulmini, ognuno dotato al suo interno di una piccola scarpina sinistra di bambino, che pare porti fortuna e protegga dagli incidenti.
Per il dopo cena abbiamo organizzato un piccolo falò…Abbiamo l’ukulele, i tamburi non mancano mai…ma soprattutto c’è tanta allegria e voglia di cantare insieme…
E’ il saluto che il cielo africano ci dà…
Sabato 5 luglio
Ahimé…l’ultimo giorno…nella mattinata l’impresa è rifare i bagagli e recuperare la roba…la nostra piccola stanzetta è stata stipata in ogni suo centimetro quadrato…ma ci riusciamo…
Nel pomeriggio andremo a Dakar all’aeroporto…si partirà per il ritorno…e via Parigi torneremo in Italia…
Eccoci ad inviarvi questo ultimo blocco di condivisioni…abbiamo cercato di passarvi le nostre emozioni…sembra strano da spiegare ma ognuno di voi ha sentito il vostro “leggerci”, il vostro interesse e partecipazione…noi baluardi sul campo in Senegal di un plotone di nasi rossi che con costanza si impegnano nel portare sorrisi ogni settimana…
Come sempre la missione non finisce oggi…la missione continua…ogni giorno…ovunque…col naso rosso al collo ma soprattutto nel cuore…
E poi…potevamo farle mancare?
Noooooo….certo…per cui, a grandissima richiesta…eccole…
lunedì 30 giugno 2008
Missione Senegal - 2° gruppo - Diario 26-29 giugno 208
Giovedì 26 giugno
Abbiamo la mattinata liberi da impegni prefissati e ne approfittiamo per girare per il quartiere della cittadina dove siamo, Malika.
Ci immergiamo nei suoni e nei colori senegalesi….e Chiappo coglie l’occasione per farsi tagliare i capelli.
Ma non c’è la luce nel quartiere e allora il barbiere attacca la macchinetta tagliacapelli ad un generatore rumorosissimo. Ne viene fuori un testino niente male, con aggiustamenti fatti con il rasoio degni del miglior geometra.
Nel nostro gironzolare per il quartiere ogni occasione è buona per interagire con i locali e Chiappo si mette a fare dei giochi di magia con un successo incredibile.
Nel pomeriggio concludiamo il corso clown per i ragazzi del gruppo di Alì. Abbiamo gettato una base. A prescindere dalla continuazione effettiva che potrà avere, i ragazzi sono molto contenti e soddisfatti del percorso svolto insieme.
Il corso doveva durare dalle 17 alle 21…si presentano alle 18 e con naturalezza ci dicono che prima sono andati a fare un bagno in spiaggia…
Hanno apprezzato molto la parte di crescita personale, sono diventati dei giocolieri eccezionali nel giro di 20 minuti, abbiamo fatto vedere alcune magie dalle quali non sono stati attratti più di tanto, abbiamo avuto difficoltà a far capire il concetto di cura per l’altro (nell’esercizio della bambola che non cade si lanciavano la persona al centro con forza smisurata) ma alla fine si è notato anche lì il miglioramento su un terreno a loro non familiare.
Consegniamo i nasi rossi…per loro è come ricevere una medaglia d’oro alle Olimpiadi e sono molto emozionati.
Si crea un bel clima, e ritornando alla Casa i ragazzi ci insegnano alcune parole e frasi in wolof, la lingua locale che, pur essendo il francese la lingua ufficiale dello stato, è quella parlata da tutti.
Venerdì 27 giugno
Oggi la giornata sarà molto intensa…abbiamo in programma due visite: una ad un centro per disabili e l’altra alla savegarde de Pikine, una sorta di carcere minorile, e ci aspettano molti spostamenti.
Siamo pronti per le 9.10 e restiamo in attesa di Mamadou, l’educatore della Casa, che oggi ci accompagnerà. Arriva alle 10.30…quindi per i ritmi senegalesi siamo in perfetto orario…
Si parte…prima un pulmino locale, poi un taxi e poi un altro ancora. Di pulmini stracolorati e pieni zeppi di gente abbiamo già parlato…i taxi sono macchine pronte per lo sfasciacarrozze che riescono a riparare in continuazione.
Arriviamo nel Centro Disabili: il responsabile del Centro, Omar, ci illustra come tutto è cominciato (già descritto dal gruppo precedente), poi facciamo il nostro spettacolo. Il pubblico è molto eterogeneo, bambini e adulti sono colpiti dal messaggio semplice e diretto, terminiamo con bans coi bambini.
Dopo un pranzo in un bar locale, si riparte per la seconda tappa.
Saliamo tutti su un taxi…e quando diciamo tutti intendiamo proprio così: oltre all’autista, noi 5 più Mamadou, totale sette persone su un vecchio peugeot. Siamo perplessi…la macchina sembra non poter fare i tratti sulla sabbia con tutto quel peso…e infatti…sarà così…a metà strada sentiamo pezzi staccarsi dal telaio…il taxi si ferma, l’autista ci fa scendere e stende una piccola stuoia vicino alla macchina e stacca la marmitta, vale a dire tutto il pezzo, non solo quello finale, e lo mette nel bagagliaio. Ok, si può ripartire…Risaliamo in macchina e ricerchiamo l’incastro di prima con alterna fortuna. Facciamo ancora qualche minuto di viaggio nel quale l’impavido autista si lancia in derapate sulla sabbia in viuzze nelle quali pare impossibile far passare la macchina e alla prima salita…altro strano rumore sotto la macchina…si stacca un altro pezzo….riscendiamo tutti…invece di girare la chiave pianta un grosso chiodo nel volante all’altezza dell’indicatore delle frecce e la spegne…altro controllo…niente…stavolta si continua a piedi…Ma è bellissimo…abbiamo l’occasione di vedere quartieri in cui la presenza dei bianchi è un avvenimento come per noi la discesa dei primi astronauti sulla luna.
Arriviamo nella zona del nostro secondo appuntamento ma la savegarde è chiusa (per preghiera e esami di fine anno), dobbiamo cambiare il programma in corsa. Mamadou ci porta nel suo quartiere.
Organizziamo lo spettacolo in strada. Prima di cominciare siamo ricevuti da un sedicente capo del quartiere nella sua casa e scambiamo quattro chiacchiere con gli adulti della zona mentre i bambini aspettano fuori l’inizio dello spettacolo.
Arriva a salutarci anche la guida spirituale del quartiere, che non stringe la mano a Ruzzolo in quanto donna. Adattarsi alle abitudini locali e di culture differenti e cercare di comprenderle senza entrare nel giudizio mette di fronte a interrogativi…
I ragazzi senegalesi della zona arrivano con i loro bonghi, decidiamo di non usare la nostra musica abituale che riusciamo a fare sentire con lo stereo portatile a pile ma di farci accompagnare dal loro. Ne viene fuori un’atmosfera incredibile…i ragazzi sanno dosare il ritmo a seconda delle scene.
Dopo questo spettacolo Mamadou ci porta a trovare la sua famiglia e ci tiene a presentare la sua nonna, una signora di 92 anni dal fascino incredibile, la vera capofamiglia e punto di riferimento per tutto il quartiere.
Si ritorna al Centro disabili visitato in mattinata. Il programma prevedeva un laboratorio di giocoleria, ma si cambia. Stanno facendo le prove di uno spettacolo e con gioia decidiamo di seguirle. Lo spettacolo prevede la messa in scena di un balletto, fatto da disabili e abili insieme. Ma vi assicuriamo che le parole non spiegano l’integrazione…chi è abile? Chi non lo è?...sono tutti ballerini fantastici…I ragazzi con le disabilità fisiche ballano con le stampelle, si mettono in verticale sulle mani, utilizzano le stampelle come trampolini per acrobazie al limite della legge di gravità, si buttano per terra e ballano battendo le mani per terra al ritmo della musica…
La storia è quella di un disabile fisico e una ragazza fisicamente abile che si innamorano, il padre di lei è contrario è impedisce l’unione, nella storia che si dipana per tutto lo spettacolo e che farà trionfare l’amore, si fa riferimento alla storia vera di un re del Mali, che nato con una disabilità fisica e arrivato alla maggiore età, si fece costruire un sostegno in ferro col quale riusciva a camminare e che lo aiutò a diventare un grande re al di là dell’impedimento fisico.
Il messaggio finale è che bisogna andare al di là delle differenze, guardando in positivo le cose…
Vi ricorda qualcosa?
Si rientra a casa dopo 10 ore fantasticamente incredibili in questo splendido Senegal che non perde occasione di farci crescere…
Al rientro alla Casa, i bambini ci accolgono con abbracci dolcissimi…tutti a tavola…cioè…tutti per terra intorno al piattone...sarà difficile riabituarsi al tavolo…così è splendido (amici e parenti sono avvisati…).
L’ultimo a finire il pasto è Memba, il cucciolo della casa, 5 anni: sta raccogliendo gli ultimi piselli dal piattone, tanto da riempirne ancora un cucchiaio, l’ultimo…Donji si avvicina a testa bassa, strisciando per terra e spuntando con la testa vicino a Memba…Memba lo guarda e con un sorriso gli porge il suo cucchiaio pieno…che dire…i clownini che hanno visto la scena si sono commossi a dir poco…
Altro insegnamento di questo fantastico Senegal…che fa veramente del tarengà, l’accoglienza, una naturale ragione di essere…
Condivisione della giornata prima di andare a nanna…con gli occhi che si chiudono cullati da un dolce sorriso…
Sabato 28 giugno
Eccoci…dopo colazione facciamo una riunione con le volontarie francesi e Alessia, la responsabile italiana della Casa di Ibrahima, che è arrivata ieri dall’Italia. Rivediamo con loro quanto fatto fino ad ora e stabiliamo il programma per la prossima settimana, fissando gli impegni e gli appuntamenti.
Nel fare questa operazione dobbiamo necessariamente considerare l’andazzo locale, e quindi anche che all’ultimo il tutto potrebbe essere stravolto…
La mattina è segnata purtroppo anche da un evento triste: una delle due ragazze locali che si occupano della cucina riceve la notizia che il suo nipotino di 3 mesi è mancato…
Aveva una malattia mai vista da queste parti, oltre al medico i familiari hanno consultato una donna del villaggio, che pare abbia detto che il problema possa essere stato il malocchio.
Medicina, tradizioni locali, superstizione…il dolore viene vissuto in modo indecifrabile per noi occidentali…
La ragazza insiste per completare i suoi doveri domestici e sono le responsabili del centro a dirle che può andare a casa ovviamente…solo allora accetta…
Senza che nessuno dicesse loro nulla, i bambini della casa si avvicinano al pentolone delle patate che stava pelando e continuano il lavoro da svolgere, nessuna parola entra in circolo, partecipazione attiva al dolore senza abbracci o consolazioni…
Un’altra grande esperienza di vita…
Il pranzo e poi un momento di sosta dovuto al caldo afoso delle prime ore del pomeriggio…e poi andiamo con i bambini alla spiaggia…si gioca insieme a loro...calcio…onde…
L’Atlantico porta onde altissime e correnti fino al bagnasciuga…e quindi prudentemente facciamo uscire i bambini dall’acqua.
Si ritorna alla Casa cantando tutti insieme.
La sera…beh…è sabato sera…e i bambini attendono frementi il momento cinema…il programma prevede la visione di Peter Pan, direttamente sul pc.
Loro guardano incantati il film…noi ammiriamo le loro bocche spalancate…
Ogni tanto il pc si blocca…improvvisiamo allora le scene dl film…con uno splendido Sbrodolo che rifà mimando tutti i personaggi, aggiungendo i bimbi della Casa in questa o quella scena…
Chiappo e Sbrodolo suonano poi fuori dalla Casa l’ukulele e i bonghi, seduti per terra, al buio e illuminati dalle sole stelle…altri bambini delle case vicine si avvicinano e praticamente tutto il quartiere tiene il tempo…gruppo spontaneo…emozioni uniche…
Domenica 29 giugno
Oggi ci rechiamo alla vecchia costruzione sulla spiaggia dove prima erano alloggiati i ragazzi della Casa e nel salone più grande facciamo un laboratorio di mimo e biodanza.
Si oltrepassano ancora di più le barriere e la gestualità e la musica uniscono su un terreno comune.
I ragazzi sono spugne desiderose di contatti e abbracci.
Oggi la temperatura è ulteriormente salita rispetto ai giorni scorsi ma resistiamo…poi ormai siamo abituati a Sbrodolo vicino…per cui siamo ben allenati per ogni occasione.
Nel pomeriggio, dopo essere rientrati a Casa per il pranzo, ritorniamo alla casa sulla spiaggia e facciamo giochi di gruppo.
Poi un bagno lava via il sudore…per 12 secondi…poi si è punto e a capo…
Siamo avvicinati con allegria da tutti, senza invadenza, e abbiamo l’occasione di fare conversazione e interagire non solo con i bambini ma anche con adulti.
Alcuni chiedono informazioni sull’Italia, altri le danno, avendo fratelli o amici in questa o quella città (Bergamo, Milano, Roma…).
Il sogno è di andare a lavorare in Italia, Francia, Spagna. Per farlo cercano disperatamente di mettere insieme 500 euro, tanto vale la possibilità di salire sulle piroghe clandestine che fanno la rotta sulla Spagna. Il biglietto aereo, che ai nostri occhi costa poco di più, è per loro irrealizzabile…bisognerebbe pagare il funzionario corrotto per avere il passaporto e tutta una serie di personaggi per avere le carte in regola…quindi in sostanza partono già clandestini dalla loro patria…senza considerare i problemi all’arrivo.
Arrivo che non è per nulla scontato: questo viaggio è chiamato "il viaggio della morte", la metà circa delle persone muore durante il viaggio…vedere persone che sognano questo viaggio facendo a testa o croce con la propria vita sconcerta…
Torniamo alla Casa cantando insieme ai bambini, con la testa ancora avvolta da queste contraddizioni e realtà africane.
Dopo la cena, una bicchierata di latte e pastina calda e dolce, Stropicciato organizza il falò.
Adesso…magari l’idea di un falò in estate nel deserto africano può sembrarvi sulle prime non proprio una furbata…ma, scherzi a parte, nasce una splendida atmosfera di gruppo e ci ritroviamo a cantare intorno al fuoco, immancabile bongo di sottofondo e gioia a 360°…
Il fuoco si spegne lentamente…tutti a nanna…domani scuola, non si può fare tardi (abbiamo già fatto andare i bambini a letto alle 22 anziché alle 21.30…noi rimaniamo a fare la nostra condivisione sotto il cielo stellato…
Un abbraccio fortissimo da
Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato
Abbiamo la mattinata liberi da impegni prefissati e ne approfittiamo per girare per il quartiere della cittadina dove siamo, Malika.
Ci immergiamo nei suoni e nei colori senegalesi….e Chiappo coglie l’occasione per farsi tagliare i capelli.
Ma non c’è la luce nel quartiere e allora il barbiere attacca la macchinetta tagliacapelli ad un generatore rumorosissimo. Ne viene fuori un testino niente male, con aggiustamenti fatti con il rasoio degni del miglior geometra.
Nel nostro gironzolare per il quartiere ogni occasione è buona per interagire con i locali e Chiappo si mette a fare dei giochi di magia con un successo incredibile.
Nel pomeriggio concludiamo il corso clown per i ragazzi del gruppo di Alì. Abbiamo gettato una base. A prescindere dalla continuazione effettiva che potrà avere, i ragazzi sono molto contenti e soddisfatti del percorso svolto insieme.
Il corso doveva durare dalle 17 alle 21…si presentano alle 18 e con naturalezza ci dicono che prima sono andati a fare un bagno in spiaggia…
Hanno apprezzato molto la parte di crescita personale, sono diventati dei giocolieri eccezionali nel giro di 20 minuti, abbiamo fatto vedere alcune magie dalle quali non sono stati attratti più di tanto, abbiamo avuto difficoltà a far capire il concetto di cura per l’altro (nell’esercizio della bambola che non cade si lanciavano la persona al centro con forza smisurata) ma alla fine si è notato anche lì il miglioramento su un terreno a loro non familiare.
Consegniamo i nasi rossi…per loro è come ricevere una medaglia d’oro alle Olimpiadi e sono molto emozionati.
Si crea un bel clima, e ritornando alla Casa i ragazzi ci insegnano alcune parole e frasi in wolof, la lingua locale che, pur essendo il francese la lingua ufficiale dello stato, è quella parlata da tutti.
Venerdì 27 giugno
Oggi la giornata sarà molto intensa…abbiamo in programma due visite: una ad un centro per disabili e l’altra alla savegarde de Pikine, una sorta di carcere minorile, e ci aspettano molti spostamenti.
Siamo pronti per le 9.10 e restiamo in attesa di Mamadou, l’educatore della Casa, che oggi ci accompagnerà. Arriva alle 10.30…quindi per i ritmi senegalesi siamo in perfetto orario…
Si parte…prima un pulmino locale, poi un taxi e poi un altro ancora. Di pulmini stracolorati e pieni zeppi di gente abbiamo già parlato…i taxi sono macchine pronte per lo sfasciacarrozze che riescono a riparare in continuazione.
Arriviamo nel Centro Disabili: il responsabile del Centro, Omar, ci illustra come tutto è cominciato (già descritto dal gruppo precedente), poi facciamo il nostro spettacolo. Il pubblico è molto eterogeneo, bambini e adulti sono colpiti dal messaggio semplice e diretto, terminiamo con bans coi bambini.
Dopo un pranzo in un bar locale, si riparte per la seconda tappa.
Saliamo tutti su un taxi…e quando diciamo tutti intendiamo proprio così: oltre all’autista, noi 5 più Mamadou, totale sette persone su un vecchio peugeot. Siamo perplessi…la macchina sembra non poter fare i tratti sulla sabbia con tutto quel peso…e infatti…sarà così…a metà strada sentiamo pezzi staccarsi dal telaio…il taxi si ferma, l’autista ci fa scendere e stende una piccola stuoia vicino alla macchina e stacca la marmitta, vale a dire tutto il pezzo, non solo quello finale, e lo mette nel bagagliaio. Ok, si può ripartire…Risaliamo in macchina e ricerchiamo l’incastro di prima con alterna fortuna. Facciamo ancora qualche minuto di viaggio nel quale l’impavido autista si lancia in derapate sulla sabbia in viuzze nelle quali pare impossibile far passare la macchina e alla prima salita…altro strano rumore sotto la macchina…si stacca un altro pezzo….riscendiamo tutti…invece di girare la chiave pianta un grosso chiodo nel volante all’altezza dell’indicatore delle frecce e la spegne…altro controllo…niente…stavolta si continua a piedi…Ma è bellissimo…abbiamo l’occasione di vedere quartieri in cui la presenza dei bianchi è un avvenimento come per noi la discesa dei primi astronauti sulla luna.
Arriviamo nella zona del nostro secondo appuntamento ma la savegarde è chiusa (per preghiera e esami di fine anno), dobbiamo cambiare il programma in corsa. Mamadou ci porta nel suo quartiere.
Organizziamo lo spettacolo in strada. Prima di cominciare siamo ricevuti da un sedicente capo del quartiere nella sua casa e scambiamo quattro chiacchiere con gli adulti della zona mentre i bambini aspettano fuori l’inizio dello spettacolo.
Arriva a salutarci anche la guida spirituale del quartiere, che non stringe la mano a Ruzzolo in quanto donna. Adattarsi alle abitudini locali e di culture differenti e cercare di comprenderle senza entrare nel giudizio mette di fronte a interrogativi…
I ragazzi senegalesi della zona arrivano con i loro bonghi, decidiamo di non usare la nostra musica abituale che riusciamo a fare sentire con lo stereo portatile a pile ma di farci accompagnare dal loro. Ne viene fuori un’atmosfera incredibile…i ragazzi sanno dosare il ritmo a seconda delle scene.
Dopo questo spettacolo Mamadou ci porta a trovare la sua famiglia e ci tiene a presentare la sua nonna, una signora di 92 anni dal fascino incredibile, la vera capofamiglia e punto di riferimento per tutto il quartiere.
Si ritorna al Centro disabili visitato in mattinata. Il programma prevedeva un laboratorio di giocoleria, ma si cambia. Stanno facendo le prove di uno spettacolo e con gioia decidiamo di seguirle. Lo spettacolo prevede la messa in scena di un balletto, fatto da disabili e abili insieme. Ma vi assicuriamo che le parole non spiegano l’integrazione…chi è abile? Chi non lo è?...sono tutti ballerini fantastici…I ragazzi con le disabilità fisiche ballano con le stampelle, si mettono in verticale sulle mani, utilizzano le stampelle come trampolini per acrobazie al limite della legge di gravità, si buttano per terra e ballano battendo le mani per terra al ritmo della musica…
La storia è quella di un disabile fisico e una ragazza fisicamente abile che si innamorano, il padre di lei è contrario è impedisce l’unione, nella storia che si dipana per tutto lo spettacolo e che farà trionfare l’amore, si fa riferimento alla storia vera di un re del Mali, che nato con una disabilità fisica e arrivato alla maggiore età, si fece costruire un sostegno in ferro col quale riusciva a camminare e che lo aiutò a diventare un grande re al di là dell’impedimento fisico.
Il messaggio finale è che bisogna andare al di là delle differenze, guardando in positivo le cose…
Vi ricorda qualcosa?
Si rientra a casa dopo 10 ore fantasticamente incredibili in questo splendido Senegal che non perde occasione di farci crescere…
Al rientro alla Casa, i bambini ci accolgono con abbracci dolcissimi…tutti a tavola…cioè…tutti per terra intorno al piattone...sarà difficile riabituarsi al tavolo…così è splendido (amici e parenti sono avvisati…).
L’ultimo a finire il pasto è Memba, il cucciolo della casa, 5 anni: sta raccogliendo gli ultimi piselli dal piattone, tanto da riempirne ancora un cucchiaio, l’ultimo…Donji si avvicina a testa bassa, strisciando per terra e spuntando con la testa vicino a Memba…Memba lo guarda e con un sorriso gli porge il suo cucchiaio pieno…che dire…i clownini che hanno visto la scena si sono commossi a dir poco…
Altro insegnamento di questo fantastico Senegal…che fa veramente del tarengà, l’accoglienza, una naturale ragione di essere…
Condivisione della giornata prima di andare a nanna…con gli occhi che si chiudono cullati da un dolce sorriso…
Sabato 28 giugno
Eccoci…dopo colazione facciamo una riunione con le volontarie francesi e Alessia, la responsabile italiana della Casa di Ibrahima, che è arrivata ieri dall’Italia. Rivediamo con loro quanto fatto fino ad ora e stabiliamo il programma per la prossima settimana, fissando gli impegni e gli appuntamenti.
Nel fare questa operazione dobbiamo necessariamente considerare l’andazzo locale, e quindi anche che all’ultimo il tutto potrebbe essere stravolto…
La mattina è segnata purtroppo anche da un evento triste: una delle due ragazze locali che si occupano della cucina riceve la notizia che il suo nipotino di 3 mesi è mancato…
Aveva una malattia mai vista da queste parti, oltre al medico i familiari hanno consultato una donna del villaggio, che pare abbia detto che il problema possa essere stato il malocchio.
Medicina, tradizioni locali, superstizione…il dolore viene vissuto in modo indecifrabile per noi occidentali…
La ragazza insiste per completare i suoi doveri domestici e sono le responsabili del centro a dirle che può andare a casa ovviamente…solo allora accetta…
Senza che nessuno dicesse loro nulla, i bambini della casa si avvicinano al pentolone delle patate che stava pelando e continuano il lavoro da svolgere, nessuna parola entra in circolo, partecipazione attiva al dolore senza abbracci o consolazioni…
Un’altra grande esperienza di vita…
Il pranzo e poi un momento di sosta dovuto al caldo afoso delle prime ore del pomeriggio…e poi andiamo con i bambini alla spiaggia…si gioca insieme a loro...calcio…onde…
L’Atlantico porta onde altissime e correnti fino al bagnasciuga…e quindi prudentemente facciamo uscire i bambini dall’acqua.
Si ritorna alla Casa cantando tutti insieme.
La sera…beh…è sabato sera…e i bambini attendono frementi il momento cinema…il programma prevede la visione di Peter Pan, direttamente sul pc.
Loro guardano incantati il film…noi ammiriamo le loro bocche spalancate…
Ogni tanto il pc si blocca…improvvisiamo allora le scene dl film…con uno splendido Sbrodolo che rifà mimando tutti i personaggi, aggiungendo i bimbi della Casa in questa o quella scena…
Chiappo e Sbrodolo suonano poi fuori dalla Casa l’ukulele e i bonghi, seduti per terra, al buio e illuminati dalle sole stelle…altri bambini delle case vicine si avvicinano e praticamente tutto il quartiere tiene il tempo…gruppo spontaneo…emozioni uniche…
Domenica 29 giugno
Oggi ci rechiamo alla vecchia costruzione sulla spiaggia dove prima erano alloggiati i ragazzi della Casa e nel salone più grande facciamo un laboratorio di mimo e biodanza.
Si oltrepassano ancora di più le barriere e la gestualità e la musica uniscono su un terreno comune.
I ragazzi sono spugne desiderose di contatti e abbracci.
Oggi la temperatura è ulteriormente salita rispetto ai giorni scorsi ma resistiamo…poi ormai siamo abituati a Sbrodolo vicino…per cui siamo ben allenati per ogni occasione.
Nel pomeriggio, dopo essere rientrati a Casa per il pranzo, ritorniamo alla casa sulla spiaggia e facciamo giochi di gruppo.
Poi un bagno lava via il sudore…per 12 secondi…poi si è punto e a capo…
Siamo avvicinati con allegria da tutti, senza invadenza, e abbiamo l’occasione di fare conversazione e interagire non solo con i bambini ma anche con adulti.
Alcuni chiedono informazioni sull’Italia, altri le danno, avendo fratelli o amici in questa o quella città (Bergamo, Milano, Roma…).
Il sogno è di andare a lavorare in Italia, Francia, Spagna. Per farlo cercano disperatamente di mettere insieme 500 euro, tanto vale la possibilità di salire sulle piroghe clandestine che fanno la rotta sulla Spagna. Il biglietto aereo, che ai nostri occhi costa poco di più, è per loro irrealizzabile…bisognerebbe pagare il funzionario corrotto per avere il passaporto e tutta una serie di personaggi per avere le carte in regola…quindi in sostanza partono già clandestini dalla loro patria…senza considerare i problemi all’arrivo.
Arrivo che non è per nulla scontato: questo viaggio è chiamato "il viaggio della morte", la metà circa delle persone muore durante il viaggio…vedere persone che sognano questo viaggio facendo a testa o croce con la propria vita sconcerta…
Torniamo alla Casa cantando insieme ai bambini, con la testa ancora avvolta da queste contraddizioni e realtà africane.
Dopo la cena, una bicchierata di latte e pastina calda e dolce, Stropicciato organizza il falò.
Adesso…magari l’idea di un falò in estate nel deserto africano può sembrarvi sulle prime non proprio una furbata…ma, scherzi a parte, nasce una splendida atmosfera di gruppo e ci ritroviamo a cantare intorno al fuoco, immancabile bongo di sottofondo e gioia a 360°…
Il fuoco si spegne lentamente…tutti a nanna…domani scuola, non si può fare tardi (abbiamo già fatto andare i bambini a letto alle 22 anziché alle 21.30…noi rimaniamo a fare la nostra condivisione sotto il cielo stellato…
Un abbraccio fortissimo da
Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato
giovedì 26 giugno 2008
Senegal - 2° Gruppo - Diario 23-25 giugno 2008
Lunedì 23 giugno
Eccoci qui prontissimi per l’inizio della settimana senegalese.
I bambini della Casa di Ibrahima sono a scuola: ne approfittiamo per organizzare il programma delle attività, per andare in un punto internet per inviare la condivisione e per recuperare i bottiglioni di acqua. Sono dei bottiglioni di acqua da 10 litri, ahimé diventati più difficili da recuperare visto il caldo di questi ultimi giorni. Giriamo parecchi negozietti di alimentari o sedicenti tali. Alla fine, non trovandole, dirottiamo su bottiglie più piccole, poi dopo pranzo e accompagnati da una ragazza senegalese che collabora con la Casa (Michelin), riusciamo a scovare un posto dove ci danno 4 bottiglioni da 5 litri.
Dopo il pranzo ci prepariamo per andare all’associazione Nioko Boko, per raggiungere la quale dobbiamo prendere 3 pulmini locali. Questa associazione si occupa di dare assistenza scolastica e altro a bambini che non ne avrebbero altrimenti la possibilità. Per loro è previsto lo spettacolo ma prima di cominciare facciamo come il primo gruppo una delirante e splendida parata per le vie del quartiere per raccogliere bambini e annunciare il nostro arrivo: immediatamente siamo seguiti da una folla festante, Chiappo coi trampoli ha alcune difficoltà a camminare sulla sabbia e il vento che si è alzato proprio da poco non lo aiuta…infatti casca…ma la sabbia lo protegge e non succede assolutamente nulla…infatti poi ricasca una seconda volta…Ormai il pandemonio totale…suoni, colori, persone che guardano a bocca aperta il passaggio di questi matti…che dopo una quarantina di minuti ritornano al punto di partenza.
Organizzatici sullo spettacolo, la Bambola triste parte…successone!
Nonostante il caldo incredibile che si accumulato e che dopo aver fatto due passi ci fa sudare 4 litri d’acqua, portiamo a termine il tutto.
Si suda tutti, certo…ma Sbrodolo è una cosa a parte. Nel momento in cui in scena Donji lo deve abbracciare…beh…è un po’ come fare la doccia…Non è spiegabile a parole…è uno zampillo continuo d’acqua…al di là dell’umano…
Dopo il nostro intervento assistiamo alle prove di uno spettacolo di danze fatto da ragazzi che utilizzano questo centro di aggregazione, un punto di raccolta molto importante per i giovani, ma non solo, del quartiere.
Sono accompagnati da un gruppo alle percussioni, bonghi, tamburi…e le danze sono eccezionali, con una fisicità pazzesca da fare invidia a qualsiasi atleta o danzatore professionista.
Poi è la volta del gruppo di Takewoondo (non so come si scriva con precisione, comunque arti marziali): ci sono persone di tutte le età, dai 5 anni in su, la cosa è molto apprezzata perché dà disciplina ai ragazzi e li aiuta a fare attività fisica oltre che a dargli sicurezza e autostima.
L’istruttore è Alì (tra l’altro campione del Senegal nella sua categoria), che collabora con la Casa, e per lui e altri ragazzi del suo gruppo faremo il corso di clown, nella speranza che poi possano venire con noi in ospedale la prossima settimana. Vedremo.
Al ritorno, altra oretta e mezza per rientrare alla Casa, stanchi ma felici per quanto fatto.
Martedì 24 giugno
Oggi i bambini non hanno scuola e quindi sono a casa; dopo aver fatto le pulizie generali e i loro compiti mentre noi ne approfittiamo per fare il bucato, si va tutti insieme alla spiaggia.
Si fanno le piramidi, un po’ di acrobatica, si gioca insieme…la semplicità e la libertà mentale di questi ragazzini senegalesi ci conquista e ci fa riflettere giorno dopo giorno sempre di più…
Nel pomeriggio iniziamo un corso clown per un gruppo di ragazzi intorno ai venti anni di età capitanati da Alì: sono una decina circa e hanno intenzione di cominciare a fare qualcosa come clown negli ospedali di Dakar; al momento hanno accolto con entusiasmo la possibilità di fare il corso e si impegnano un sacco.
Considerate che in Senegal il volontariato non esiste (tanto da dover spiegare che non siamo venuti in Senegal con finanziamenti di chissà quale azienda…ma come volontari) e anzi, in questo campo c’è molta diffidenza (pur essendo molto accoglienti con tutti) …per di più la figura del clown non è per niente conosciuta…quindi questo nostro corso clown ha un ruolo incredibile…loro sono i veri pionieri e si mettono veramente in gioco…siamo noi ad imparare da questo coraggio…
Si torna per cena alla Casa alle 23…siccome abbiamo fatto tardi ci hanno lasciato da parte un po’ di roba…sbranata all’istante…apprezziamo un sacco la cucina senegalese e il modo di mangiare, tutti intorno ad un unico piattone seduti per terra, e veramente accolti da pari e senza imbarazzi dai locali.
Mercoledì 25 giugno
Oggi è prevista la seconda giornata del corso per i futuri clown senegalesi, giornata completa con loro…un successo…sono e siamo entusiasti…oltre ai momenti più leggeri condividiamo dei momenti veramente forti ed intensi…lacrime di gioia scendono sui nostri sorrisi…la lingua non frena e i cuori sono sulla stessa linea…che dire…’sto naso rosso ne combina sempre di belle, che ne dite?
Dopo questa giornata intensa passata nel salone della vecchia Casa sulla spiaggia (dalla quale l’associazione che ci ospita ha dovuto traslocare perché a rischio cedimento nell’ala delle camere), si improvvisa un defilé di moda con i bambini…buffissimi…chi elegantissima, chi più sullo stile rap…nel complesso una sfilata da fare invidia ai migliori stilisti.
Secchiellate di acqua come d’abitudine sono la nostra doccia…ma vi assicuriamo piacevole nella sua semplicità…
La condivisione di gruppo chiude la giornata…ci mancano solo le risate al buio…eh sì…abbiamo degli emuli di Peldicarota nel gruppo…e poi basta una sciocchezzuola per ridere come dei matti per un bel po’…tenete conto che basta dire qualcosa a Sbrodolo e lui scoppia dal ridere…ora utilizziamo questo metodo: uno inizia una specie di barzelletta che viene poi conclusa dagli altri…esempio: un cane entra in un cinema, cerca di aprire la porta ma nessuno gli apre perché il cinema è chiuso (fine)…e Sbrodolo giù a ridere, noi ridiamo nel sentire lui che ride come un pazzo…
Il cielo senegalese allarga i cuori…e anche le risate…
Un super abbraccio a tutti,
Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato
Eccoci qui prontissimi per l’inizio della settimana senegalese.
I bambini della Casa di Ibrahima sono a scuola: ne approfittiamo per organizzare il programma delle attività, per andare in un punto internet per inviare la condivisione e per recuperare i bottiglioni di acqua. Sono dei bottiglioni di acqua da 10 litri, ahimé diventati più difficili da recuperare visto il caldo di questi ultimi giorni. Giriamo parecchi negozietti di alimentari o sedicenti tali. Alla fine, non trovandole, dirottiamo su bottiglie più piccole, poi dopo pranzo e accompagnati da una ragazza senegalese che collabora con la Casa (Michelin), riusciamo a scovare un posto dove ci danno 4 bottiglioni da 5 litri.
Dopo il pranzo ci prepariamo per andare all’associazione Nioko Boko, per raggiungere la quale dobbiamo prendere 3 pulmini locali. Questa associazione si occupa di dare assistenza scolastica e altro a bambini che non ne avrebbero altrimenti la possibilità. Per loro è previsto lo spettacolo ma prima di cominciare facciamo come il primo gruppo una delirante e splendida parata per le vie del quartiere per raccogliere bambini e annunciare il nostro arrivo: immediatamente siamo seguiti da una folla festante, Chiappo coi trampoli ha alcune difficoltà a camminare sulla sabbia e il vento che si è alzato proprio da poco non lo aiuta…infatti casca…ma la sabbia lo protegge e non succede assolutamente nulla…infatti poi ricasca una seconda volta…Ormai il pandemonio totale…suoni, colori, persone che guardano a bocca aperta il passaggio di questi matti…che dopo una quarantina di minuti ritornano al punto di partenza.
Organizzatici sullo spettacolo, la Bambola triste parte…successone!
Nonostante il caldo incredibile che si accumulato e che dopo aver fatto due passi ci fa sudare 4 litri d’acqua, portiamo a termine il tutto.
Si suda tutti, certo…ma Sbrodolo è una cosa a parte. Nel momento in cui in scena Donji lo deve abbracciare…beh…è un po’ come fare la doccia…Non è spiegabile a parole…è uno zampillo continuo d’acqua…al di là dell’umano…
Dopo il nostro intervento assistiamo alle prove di uno spettacolo di danze fatto da ragazzi che utilizzano questo centro di aggregazione, un punto di raccolta molto importante per i giovani, ma non solo, del quartiere.
Sono accompagnati da un gruppo alle percussioni, bonghi, tamburi…e le danze sono eccezionali, con una fisicità pazzesca da fare invidia a qualsiasi atleta o danzatore professionista.
Poi è la volta del gruppo di Takewoondo (non so come si scriva con precisione, comunque arti marziali): ci sono persone di tutte le età, dai 5 anni in su, la cosa è molto apprezzata perché dà disciplina ai ragazzi e li aiuta a fare attività fisica oltre che a dargli sicurezza e autostima.
L’istruttore è Alì (tra l’altro campione del Senegal nella sua categoria), che collabora con la Casa, e per lui e altri ragazzi del suo gruppo faremo il corso di clown, nella speranza che poi possano venire con noi in ospedale la prossima settimana. Vedremo.
Al ritorno, altra oretta e mezza per rientrare alla Casa, stanchi ma felici per quanto fatto.
Martedì 24 giugno
Oggi i bambini non hanno scuola e quindi sono a casa; dopo aver fatto le pulizie generali e i loro compiti mentre noi ne approfittiamo per fare il bucato, si va tutti insieme alla spiaggia.
Si fanno le piramidi, un po’ di acrobatica, si gioca insieme…la semplicità e la libertà mentale di questi ragazzini senegalesi ci conquista e ci fa riflettere giorno dopo giorno sempre di più…
Nel pomeriggio iniziamo un corso clown per un gruppo di ragazzi intorno ai venti anni di età capitanati da Alì: sono una decina circa e hanno intenzione di cominciare a fare qualcosa come clown negli ospedali di Dakar; al momento hanno accolto con entusiasmo la possibilità di fare il corso e si impegnano un sacco.
Considerate che in Senegal il volontariato non esiste (tanto da dover spiegare che non siamo venuti in Senegal con finanziamenti di chissà quale azienda…ma come volontari) e anzi, in questo campo c’è molta diffidenza (pur essendo molto accoglienti con tutti) …per di più la figura del clown non è per niente conosciuta…quindi questo nostro corso clown ha un ruolo incredibile…loro sono i veri pionieri e si mettono veramente in gioco…siamo noi ad imparare da questo coraggio…
Si torna per cena alla Casa alle 23…siccome abbiamo fatto tardi ci hanno lasciato da parte un po’ di roba…sbranata all’istante…apprezziamo un sacco la cucina senegalese e il modo di mangiare, tutti intorno ad un unico piattone seduti per terra, e veramente accolti da pari e senza imbarazzi dai locali.
Mercoledì 25 giugno
Oggi è prevista la seconda giornata del corso per i futuri clown senegalesi, giornata completa con loro…un successo…sono e siamo entusiasti…oltre ai momenti più leggeri condividiamo dei momenti veramente forti ed intensi…lacrime di gioia scendono sui nostri sorrisi…la lingua non frena e i cuori sono sulla stessa linea…che dire…’sto naso rosso ne combina sempre di belle, che ne dite?
Dopo questa giornata intensa passata nel salone della vecchia Casa sulla spiaggia (dalla quale l’associazione che ci ospita ha dovuto traslocare perché a rischio cedimento nell’ala delle camere), si improvvisa un defilé di moda con i bambini…buffissimi…chi elegantissima, chi più sullo stile rap…nel complesso una sfilata da fare invidia ai migliori stilisti.
Secchiellate di acqua come d’abitudine sono la nostra doccia…ma vi assicuriamo piacevole nella sua semplicità…
La condivisione di gruppo chiude la giornata…ci mancano solo le risate al buio…eh sì…abbiamo degli emuli di Peldicarota nel gruppo…e poi basta una sciocchezzuola per ridere come dei matti per un bel po’…tenete conto che basta dire qualcosa a Sbrodolo e lui scoppia dal ridere…ora utilizziamo questo metodo: uno inizia una specie di barzelletta che viene poi conclusa dagli altri…esempio: un cane entra in un cinema, cerca di aprire la porta ma nessuno gli apre perché il cinema è chiuso (fine)…e Sbrodolo giù a ridere, noi ridiamo nel sentire lui che ride come un pazzo…
Il cielo senegalese allarga i cuori…e anche le risate…
Un super abbraccio a tutti,
Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato
mercoledì 25 giugno 2008
Missione Senegal - 2° gruppo - Diario 20 e 21 giugno
Missione Senegal – 2° Gruppo – 20giugno – 6 luglio
Capogruppo: Donji
Equipe clown: Chiappo (FI), Ruzzolo (AL), Sbrodolo (Senigallia), Stropicciato (AL)
Partner in loco: La casa di Ibrahima ONLUS
DIARIO
Venerdì 20 giugno
Si parteeee!!!Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato, nonostante lo sciopero dei ferrotranvieri previsto per oggi in quel di Torino, riescono a ritrovarsi all’aeroporto di Torino Caselle…ultimi controlli ai bagagli e si imbarcano per Parigi dove, dopo un’attesa di 5 ore, prendono la coincidenza per Dakar...Per alcuni è la prima missione, per altri no…per tutti un’emozione forte…aumentata dal fatto di dare il cambio al gruppo Vip che è stato a Malika (il sobborgo di Dakar dove è presente l’associazione con la quale collaboriamo).E infatti, dopo il primo impatto col caldo umido senegalese, Albatros, Furia, Geppetto, Girandolina e Svampita ci accolgono e ci indirizzano verso i ragazzi con i quali collaboreremo.Occhi lucidi per chi parte, emozioni per chi arriva…uniti dal lavoro comune che si farà in questo mese totale di presenza Vip nella terra dell’accoglienza, come è definito il Senegal.Si sale sulle macchine e dopo un’interminabile coda da fare invidia alle tangenziali delle nostre città, ci dirigiamo verso la periferia…le luci diventano sempre più rade…la gente è tantissima, tutti in strada, un caos generalizzato…Tutti veniamo colpiti da pulmini molto colorati sui quali i più giovani saltano sù aggrappandosi a delle scalette e restando in piedi dietro…Arriviamo alla casa di Ibrahima, notiamo con gioia i segni dei clown, i bambini che vivono qui vengono a salutarci uno alla volta, molto timidi e rispettosi.Ci prepariamo per la notte e ci corichiamo sotto la nostra zanzariera.Concludiamo con una prima condivisione distesi nel letto, al buio, con in lontananza una fioca luce, con le emozioni di questa semplice grande giornata spiegate con una parola, che racchiude tutte le emozioni che ci hanno portato qui.
Sabato 21 giugno
Sveglia!!!Prima giornata senegalese…e si comincia con una colazione con pane e caffè.Come già detto dal primo gruppo, si mangia tutti per terra, sul tappeto e a pranzo a cena ci sono tre grandi piattoni di alluminio dai quali con le posate tutti insieme si prende il cibo.Nella mattinata giochiamo con i bambini della Casa di Ibrahima, cominciamo a conoscersi e la sintonia parte subito bene.Nella tarda mattinata ci troviamo con le due ragazze volontarie francesi per organizzare il programma delle prossime due settimane. Fortunatamente il primo gruppo ci ha già avvisato della necessaria elasticità che dobbiamo avere e infatti vengono poste più delle basi generali sul da farsi più che fissare un programma dettagliato.La cosa positiva è che si cercherà di radunare un gruppo di adolescenti per fare un corso clown.Manca poco al pranzo ma ne approfittiamo per andare a fare il cambio dei soldini e acquistare acqua e un dolcissimo mango!Nel pomeriggio ci rechiamo alla spiaggia, giochiamo con i bambini e anche altri non del gruppo della Casa si fermano a giocare con noi, e vediamo con i nostri occhi la vecchia Casa di Ibrahima, proprio sulla spiaggia, bella spaziosa, ma abbandonata per il crollo di un muro e non più sicura.Torniamo a casa (la nuova dove si sta) e…la doccia non si può utilizzare…e quindi ci laviamo con i secchielli.Dopo cena, proprio quando stavamo cominciando a scaldarci con balli e danze con l’ukulele di Chiappo, va via la luce…ma tutto sotto controllo! Via con le candele…e si ricomincia!La luce torna…ma nulla è cambiato…noi ci divertiamo sempre!Ci si mette fuori dalla casa…Chiappo all’ukulele, Sbrodolo con una bottiglia di plastica a fare il ritmo…si aggiunge un vicino di casa coi borghi…è il delirio, controllato e pacato se volete, ma sempre delirio…Chiappo comincia a inventare testi in toscano…e il senegalese dietro…Senegal Italia….
Domenica 22 giugno
Passiamo la giornata alla Casa coi bambini. Dopo qualche gioco coi bimbi, ne approfittiamo per fare le prove dello spettacolo e per organizzarci.Nel pomeriggio andiamo a fare la nostra prima uscita: si prende il pittoresco pulmino dei trasporti locali, in uno spazio in cui fisicamente ci possono stare una dozzina di persone…saremo almeno 40… dentro sopra sotto fuori dal pulmino…Quando si scende i proprietari del pulmino discutono con i nostri referenti per il pagamento con toni accesi…ma è normale…si fa così…Arriviamo alla scuola coranica…aspettiamo che i ragazzi abbiano finito le preghiere…e poi facciamo lo spettacolo."La bambola triste" arriva anche in Senegal, il messaggio è compreso da tutti, grandi e piccini e siamo stupiti dal grado di attenzione che ci riservano.Una delle due volontarie francesi, Jalila, tempo fa aveva detto ai bambini della Casa (che sono venuti con noi) che a Barcellona in Spagna ci sono degli artisti che fanno le statue; non le avevano creduto, reputando impossibile stare fermi per molto tempo…ma dopo aver visto Ruzzolo all’opera si ricredono…e corrono da Jalila dicendole che fa come quei tipi in Spagna, una professionista…ormai Ruzzolo è una star…Nel rientro a casa passiamo per le vie di Malika…tantissima gente…tutti hanno approfittato della domenica per andare in spiaggia…e salutano i toubabes…come vengono chiamati i bianchi…(che in questo caso siamo noi...sì, non c’è dubbio…siamo gli unici…).Cena seduti per terra come d’abitudine…bella atmosfera…dopo aver risistemato tutto i bambini si radunano nella stessa sala per le preghiere.Ed è veramente emozionante vedere questi bambini pregare e raccogliersi, con le magliette Vip addosso, le stesse che abbiamo noi…al di là di ogni differenza…con altre religioni, colore della pelle, culture differenti…ma…uniti…
Ps: non ci crederete ma fa caldo…
Capogruppo: Donji
Equipe clown: Chiappo (FI), Ruzzolo (AL), Sbrodolo (Senigallia), Stropicciato (AL)
Partner in loco: La casa di Ibrahima ONLUS
DIARIO
Venerdì 20 giugno
Si parteeee!!!Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato, nonostante lo sciopero dei ferrotranvieri previsto per oggi in quel di Torino, riescono a ritrovarsi all’aeroporto di Torino Caselle…ultimi controlli ai bagagli e si imbarcano per Parigi dove, dopo un’attesa di 5 ore, prendono la coincidenza per Dakar...Per alcuni è la prima missione, per altri no…per tutti un’emozione forte…aumentata dal fatto di dare il cambio al gruppo Vip che è stato a Malika (il sobborgo di Dakar dove è presente l’associazione con la quale collaboriamo).E infatti, dopo il primo impatto col caldo umido senegalese, Albatros, Furia, Geppetto, Girandolina e Svampita ci accolgono e ci indirizzano verso i ragazzi con i quali collaboreremo.Occhi lucidi per chi parte, emozioni per chi arriva…uniti dal lavoro comune che si farà in questo mese totale di presenza Vip nella terra dell’accoglienza, come è definito il Senegal.Si sale sulle macchine e dopo un’interminabile coda da fare invidia alle tangenziali delle nostre città, ci dirigiamo verso la periferia…le luci diventano sempre più rade…la gente è tantissima, tutti in strada, un caos generalizzato…Tutti veniamo colpiti da pulmini molto colorati sui quali i più giovani saltano sù aggrappandosi a delle scalette e restando in piedi dietro…Arriviamo alla casa di Ibrahima, notiamo con gioia i segni dei clown, i bambini che vivono qui vengono a salutarci uno alla volta, molto timidi e rispettosi.Ci prepariamo per la notte e ci corichiamo sotto la nostra zanzariera.Concludiamo con una prima condivisione distesi nel letto, al buio, con in lontananza una fioca luce, con le emozioni di questa semplice grande giornata spiegate con una parola, che racchiude tutte le emozioni che ci hanno portato qui.
Sabato 21 giugno
Sveglia!!!Prima giornata senegalese…e si comincia con una colazione con pane e caffè.Come già detto dal primo gruppo, si mangia tutti per terra, sul tappeto e a pranzo a cena ci sono tre grandi piattoni di alluminio dai quali con le posate tutti insieme si prende il cibo.Nella mattinata giochiamo con i bambini della Casa di Ibrahima, cominciamo a conoscersi e la sintonia parte subito bene.Nella tarda mattinata ci troviamo con le due ragazze volontarie francesi per organizzare il programma delle prossime due settimane. Fortunatamente il primo gruppo ci ha già avvisato della necessaria elasticità che dobbiamo avere e infatti vengono poste più delle basi generali sul da farsi più che fissare un programma dettagliato.La cosa positiva è che si cercherà di radunare un gruppo di adolescenti per fare un corso clown.Manca poco al pranzo ma ne approfittiamo per andare a fare il cambio dei soldini e acquistare acqua e un dolcissimo mango!Nel pomeriggio ci rechiamo alla spiaggia, giochiamo con i bambini e anche altri non del gruppo della Casa si fermano a giocare con noi, e vediamo con i nostri occhi la vecchia Casa di Ibrahima, proprio sulla spiaggia, bella spaziosa, ma abbandonata per il crollo di un muro e non più sicura.Torniamo a casa (la nuova dove si sta) e…la doccia non si può utilizzare…e quindi ci laviamo con i secchielli.Dopo cena, proprio quando stavamo cominciando a scaldarci con balli e danze con l’ukulele di Chiappo, va via la luce…ma tutto sotto controllo! Via con le candele…e si ricomincia!La luce torna…ma nulla è cambiato…noi ci divertiamo sempre!Ci si mette fuori dalla casa…Chiappo all’ukulele, Sbrodolo con una bottiglia di plastica a fare il ritmo…si aggiunge un vicino di casa coi borghi…è il delirio, controllato e pacato se volete, ma sempre delirio…Chiappo comincia a inventare testi in toscano…e il senegalese dietro…Senegal Italia….
Domenica 22 giugno
Passiamo la giornata alla Casa coi bambini. Dopo qualche gioco coi bimbi, ne approfittiamo per fare le prove dello spettacolo e per organizzarci.Nel pomeriggio andiamo a fare la nostra prima uscita: si prende il pittoresco pulmino dei trasporti locali, in uno spazio in cui fisicamente ci possono stare una dozzina di persone…saremo almeno 40… dentro sopra sotto fuori dal pulmino…Quando si scende i proprietari del pulmino discutono con i nostri referenti per il pagamento con toni accesi…ma è normale…si fa così…Arriviamo alla scuola coranica…aspettiamo che i ragazzi abbiano finito le preghiere…e poi facciamo lo spettacolo."La bambola triste" arriva anche in Senegal, il messaggio è compreso da tutti, grandi e piccini e siamo stupiti dal grado di attenzione che ci riservano.Una delle due volontarie francesi, Jalila, tempo fa aveva detto ai bambini della Casa (che sono venuti con noi) che a Barcellona in Spagna ci sono degli artisti che fanno le statue; non le avevano creduto, reputando impossibile stare fermi per molto tempo…ma dopo aver visto Ruzzolo all’opera si ricredono…e corrono da Jalila dicendole che fa come quei tipi in Spagna, una professionista…ormai Ruzzolo è una star…Nel rientro a casa passiamo per le vie di Malika…tantissima gente…tutti hanno approfittato della domenica per andare in spiaggia…e salutano i toubabes…come vengono chiamati i bianchi…(che in questo caso siamo noi...sì, non c’è dubbio…siamo gli unici…).Cena seduti per terra come d’abitudine…bella atmosfera…dopo aver risistemato tutto i bambini si radunano nella stessa sala per le preghiere.Ed è veramente emozionante vedere questi bambini pregare e raccogliersi, con le magliette Vip addosso, le stesse che abbiamo noi…al di là di ogni differenza…con altre religioni, colore della pelle, culture differenti…ma…uniti…
Ps: non ci crederete ma fa caldo…
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