mercoledì 16 luglio 2008

Da VIP Santa Fe - Argentina

Ciao a tutti,
qui di seguito la lettera che ci ha scritto Claun Kalabaza, il responsabile di VIP Santa Fe.Mi rende oltremodo fiera vedere che un mio sogno si sta realizzando: creare dei giovani "moltiplicatori" VIP nel mondo.Grazie all'impegno di Krauta e di VIP Torino che ha scelto di sostenere questa missioen e soprattutto di andare a lavorare con questi ragazzi, ora a Santa Fe non solo hanno fondato VIP Santa Fe, ma si stanno prodigando, come potete leggere nella mail che ci scrivono, per coinvolgere altri giovani come loro nel "vivere in positivo", nel formarsi e nel diffondere la pedagogia del Circo sociale nel loro paese.
Sono veramente felice e auguro ai ragazzi che partiranno per l'Argentina il 2 agosto una missione super fantastica!

Aureola

Traduzione:Ci scrive Claun Calabaza da VIP Santa Fe:

Non trovo le parole per ringraziarvi per quanto state facendo per VIP Santa Fe.
Siamo super contenti per la possibilità di formarci nelle arti circensi che ci state dando.
Tra due giorni andremo in missione a San Javier per 10 giorni. realizzeremo spettacoli e visite agli ospedali in tutti i quartieri della zona.
Siamo a posto con tutta la preparazione per questa attività che realizzeremo rimanendo dieci giorni fuori casa.
Ti racconto che San Javier dista 250 km dalla nostra città e il sacerdote e la Segreteria dellaCultura hanno invitato i clown a lavorare in questa città.
Noi abbiamo modificato lo spettacolo, aggiungendo cose nuove e belle. Si sono aggiunti nuovi volontari al gruppo.La Segreteria della Cultura [NDR: in Argentina un misto tra Assessorato Politiche Sociali, Assessorato della Cultura del Comune], la parrocchia e altre Istituzioni hanno organizzato tutto ciò che serve: trasporti, cibo e ospitalità.
E' geniale vedere che diversie Istituzioni si uniscono a VIP Santa Fe per lavorare insieme per i sorrisi dei bambini.
Le attività che si realizzeranno in San Javier sono:
SpettacoliVisite negli OspedaliLavoro con i giovani della parrocchia
E, nella misura in cui si potrà organizzare, un gruppo di Claun in San Javier, una nuova VIP.
Non siamo ancora arrivati sul posto e la Segreteria della Cultura e la Parrocchia hanno già annunziato l'arrivo dei clown attraverso la radio, la televisione, volantini e locandine.

C'è molta aspettativa da parte di tutti quelli che parteciperanno a questa attività per la prima volta per un tempo lungo.
Oltre ad organizzare queste attività, VIP è stato invitato a programmi di Radio e Televisione per spiegare la missione che portiamo avanti cone Clown, questa è una cosa molto buona perché è importante che i mezzi di comunicazione trasmettano alla gente che insieme ai pagliacci si può vivere in positivo molto di più.

Cambiando argomento:

Tutti noi ragazzi siamo super contenti delal possibilità di imparare le arti circensi che voi ci regalate.In questi giorni mi sono messo in contatto con il gruppo di circo per conoscere i professori e informarli che noi apprenderemo attività di circo con loro.
Siamo arrivati all'accordo che per due mesi apprenderemo le seguenti attività in maniera professionale:

SwingTrampoliUnicicloGiocoleriaAcrobazia di terraClownPantomimaPalloncini (per fare con i palloncini lunghi fiori e cose che piacciono ai bambini)
ecc.

Abbiamo deciso che per cominciare si potrebbe iniziare con queste attività che già si possono unire allo spettacolo e alle visite domiciliari.Inoltre sono attività di aggregazione per il prossimo spettacolo che stiamo pensando di fare. E' uno spettacolo che si può svolgere in strada, in Istituzioni e in sale di Ospedale, si chiama "Il Circo dei sorrisi". Se Dio vuole lo avremo pronto per i primi mesi del 2009.
Dato che noi ora andiamo per 10 giorni a San Javier e quando torneremo inizieremo a preparare tutto per i clown che arrivano dall'Italia, poi faremo attività con loro per 3 settimane in agosto, allora abbiamo deciso che potremo iniziare le lezioni di circo la quarta settimana di agosto e le termineremo la quarta settimana di ottobre.
Una volta terminate le lezioni, l'Istituzione del Circo e la Segreteria delal Cultura di Santa Fe ci consegneranno un certificato che dichiara che abbiamo realizzato attività circensi con corretta costanza e apprendimento delle discipline circensi.
Inoltre io personalmente mi incaricherò di inviarvi tutto sull'Istituzione (Pagina web, posta, indirizzo, telefono e tutti i dati deiprofessori che ci daranno lezioni), inoltre vi manderò foto e video di come stiamo realizzando le attività, chi le realizza e che tipo di attività svolgiamo ognuno.
Organizzerò bene il progetto e ve invierò quanto prima, se Dio vuole.Di tutto cuore vi siamo grati per tutte le opportunità che ci offrite per prolungare il sorriso a chi già non sorride più.Un bacio e un abbraccio per te, Aureola e per tutti in VIP Italia.

Vi saluto sapendo che Gesù Cristo sta in costante contatto per l'unione dei VIP sotto lo stesso cielo.

Grazie KaLaBaZa.
---------- Forwarded message ----------From: vivamos en positivo clawnterapia Date: 2008/7/16Subject: RE:To: Aureola claunaureola@gmail.com

Querida aureola:
No me alcanzan palabras para agrradecer todo lo que estan haciendo por vip santa fe. Estamos super contentos por la posibilidad de circo que nos estan dando. dentro de dos dias nos estamos llendo de mision a San javi por 10 dias.
Realizaremos espectaculos y vicitas hospitalarias en todos los barrios de la localidad. Estamos a full con toda la preparacion para esta actividad que realizaremos durante dies dias fuera de casa. Cuento que San Javier queda a 250 kilometros de nuestra ciudad y El sacerdote y la secretaría de cultura invitaron a los payasos trabajar en dicha ciudad. Nosotros hemos modificado el espectaculo, agregandole cosas nuevas y graciosas.
Hay nuevos integrantes en el grupo. La secretaría de cultura, la parroquia y otras instituciones organizan todo lo que sea en pasaajes, comida y hospedaje.
Es genial ver que distintas instituciones se unen al ip santa fe para trabajar junto por la sonrisa de los niños.
Las actividades que se realizarán en San javier son: EspectaculosVicitas hospitalariasTrabajo con jóvenes de la parroquia.Y en la medida que se pueda armar un grupo de payasos en san javier, un nuevo VIP.
Todavía no hemos llegado al lugar y la secretaria de cultura y la parroquia está anunciado la llegada de los payaso a traves de radio, televicion, folletos y afiches.
Hay mucha espectativa por arte de todos los que van a participar de estas actividades durante tanto tiempo por primera vez.
Aprte de realizar estas actividades el vip fue invitado a programas de radio y televició para esplicar la mision que tenemos como payasos, eso es muy bueno porque es importante que los medios de comunicacion trasmitan a la gente que junto al payaccy se puede vivi en positivo y mucho mas.
Cambiando de tema: Todos los chicos estamos super contentos con la posibilidad de circo que ustedes nos regalan.En etos dias me puse en contacto con la agrupacion de circo para conocer a los profesores y contarles que nosotros aprenderemos actividades de circo junto a ellos.
Llegamos a un acuerdo que durante dos meses aprenderemos la siguientes actividades de manera profecional: Suing, Sancos, Shanper, Malavares, Acrovacias terrena, Clown, Pantomima, Globología (Para armar con globos largos animales, flores y elementos que a los niños les gusta) Y otras mas.
Decidimos que para empesar se podria empesar con estas actividades ya que se pueden agregar a los espectaculos y vicitas domiciliarias. Además son actividades para agregar al proximo espectaculo que stamos pensando hacer.
Es un espectaculo que se puede trabajar en la calle, instituciones y salas de hospitales, se llama el circo de la sonrisa. Si Dios quiere lo tendremos preparado para los primeros meses del 2009.

Devido a que nosotros ahora nos vamos por 10 dias a San javier y cuando lleguemos comenzaremso a preparar todo para los payaaccy de itali, luego estaremos actuando con ellos por tres semanas de agosto, decidimos que podemos comenzar las clases de circo en la cuarta semana de agosto y la estaríamos terminando en la cuarta semana de octubre.
Al finalizar la clas, la institucion de circo y la secretaría de cultura de Santa Fe nos entregarán los certificados que nos relatan que hemos realizado actividades de circo con correcta perseverancia y aprendizaje en las doctrinas circenses.
Además yo, personalmente, me encargare de enviarles a ustede todo sobre la institución ( pagina web, correeo, domicilio y telefonos y todos los datos de los profesores que nos van a dictar las clases), tambien mandare fotos y videos de como vamos realizando las actividades, quienes las realizan y que tipo de actividades realzaremos cada uno.
Armaré bien el proyecto y se los enviare cuanto ante si Dios quiere.
De todo corazon les estamos agradecidos por todas las oprtunidades que nos brindan para prolongar la sonrisa a los que ya no sonrien.
Un beso y abraso eternos para vos, aureola, espilio y todo el VIP Italia.

Me despido sabiendo Que Cristo Jesúss está en constacte trabajo por la union de dos VIP en un mismo cielo.

Gracias: KaLaBaZa.

sabato 5 luglio 2008

Missione Senegal 2 - Diario 30 giugno - 5 luglio 2008


Lunedì 30 giugno
Passiamo la giornata all’associazione Les Enfants d’Ornella, che si trova a La Kelle, a 60 km circa da Dakar e ad un’ora e un quarto circa di macchina da Malika dove ci troviamo.
L’associazione, fondata da due italiani (padre e figlia) in memoria della mamma il cui desiderio era realizzare questo progetto per bambini africani, si rivolge a tutti i giovani della zona, ai quali vengono gratuitamente offerti attività di doposcuola, corsi di computer, di ballo, di musica, teatro e altro ancora. La sala del nuovo centro polifunzionale viene anche offerta a gruppi locali che necessitino di spazio. Il progetto prevede nei prossimi mesi di accogliere una trentina di bambini definitivamente ai quali poter dare anche vitto e alloggio.
Arriviamo e scambiamo alcune chiacchiere con il responsabile italiano del centro, Andrea. Nell’attesa che arrivino tutti i bambini ne approfittiamo per visitare il centro e poi pranziamo.
Alle 15 i bambini sono circa 80.
Proponiamo lo spettacolo, poi bans e giochi di gruppo.
Il sole picchia forte…ma resistiamo…e soprattutto ci divertiamo un sacco!
Notiamo come i bambini non seguiti con costanza siano più ‘selvatici’, quindi più energici e anche più maneschi di quelli con i quali siamo abituati ad interagire nella Casa, ma tutto va comunque bene.
Baobab.
Durante il viaggio di ritorno, in sette in una specie di mini-mono-volume, quando ormai il sole africano è basso, e non fa più paura, dal finestrino si vede una grande pianura brulla, che assume il colore del tramonto. È grande questa pianura, e si estende fino all’orizzonte.
E qua e là baobab.
Chissà se avete presente il baobab, e chissà se andare su Google e cercare una foto rende l’idea. Ma vedere questi giganti dai rami corti e dalle foglie rade dà l’idea dell’incanto e mostra una sfaccettatura della magia africana. In macchina si scherza, e Sbrodolo è in piena crisi di riso, per una serie di battute sul mango. Ma se guardi fuori e vedi i baobab, per un attimo stai zitto e godi.
E non rinunceresti a questo momento ‘MANGO’ per sogno (vediamo quanto ci mette Sbrodolo a ridere… 1… 2… 3… ok, fatto, sta ridendo)
Rientriamo a casa per le 20, stanchi ma contenti di questa giornata piena che ci ha permesso di conoscere un altro pezzo di Senegal.

Martedì 1 luglio
La prima giornata di luglio ci vede far visita all’ospedale …La pioggia nella notte ha salutato il mese di giugno…lasciando come dolce souvenir un caldo afoso…
Il viaggio è lungo, il traffico porta a quasi due il numero delle ore necessario per arrivare all’Hopital Principal. Qui con altre 4 persone senegalesi che hanno seguito il corso base fatto nei giorni scorsi e del quale vi abbiamo già parlato, faremo il nostro servizio. Si vedrà se questa esperienza potrà essere per loro fattibile in futuro: la speranza è che, indipendentemente dal discorso in ospedale, possano essere punto di riferimento e di divertimento per i moltissimi bambini delle strade di Malika e dintorni.
Nella prima parte del servizio facciamo gag improvvisate in un edificio di Pediatria dove vengono convogliati tutti i bambini che si possono muovere.
Nella seconda parte giriamo in due gruppi nelle varie stanze di ospedale.
I nostri amici senegalesi ci accompagnano con entusiasmo e coraggio e noi facciamo loro un po’ da angeli.
Il servizio scorre bene: la prima parte ci permette di coinvolgere maggiormente i giovani clown inesperti…gag, risate in uno spazio piccolo ma simpatico.
Domani in quel reparto è giornata di vaccinazioni e le infermiere ci chiedono di fare i palloncini per i molti bimbi che verranno.
Girando per le stanze vediamo realtà abbastanza dure. Il livello di igiene e dotazioni varie non è quello occidentale ma neanche poi così male. Pur non essendo l’ospedale fatiscente, le mosche disturbano i piccoli ammalati.
Ci stupisce un pochino il contrasto con la parte esterna dell’ospedale, dove una miriade di giardinieri curano alla perfezione le aiuole che fanno da contorno all’edificio.
In una stanza visitata, una bambina allunga il braccio per prendere un nostro palloncino…tra lo stupore dei medici e degli infermieri, che negli ultimi mesi l’avevano sempre vista pressoché immobile…altre piccole magie in questa strana atmosfera senegalese…un bambino felice di aver ricevuto una spada in dono…e poi il sacchetto magico nel quale buttare il proprio desiderio…
Dopo il servizio facciamo la condivisione con i nostri amici senegalesi: facciamo nuovamente presente quanto già detto al corso sul comportamento da tenere in corsia e condividiamo le emozioni vissute…tante…forti…chissà…forse i primi senegalesi a fare in concreto la clownterapia…
Rientriamo a Casa…il pullman è strapieno…siamo attorniati da un gruppo di scalmanate anziane signore…abbiamo l’occasione di fare un pazzo minispettacolino di magia…che porta ancora più a galla l’esuberanza senegalese…che ridere…dopo ogni magia riceviamo pacche sulle spalle da abbattere un paracarri…
E poi il caldo afoso…ma le emozioni della giornata di oggi fanno sopportare qualsiasi clima…

Mercoledì 2 luglio
I giorni passano…
Questa mattina abbiamo appuntamento con l’associazione Book Diom, che si occupa di fornire formazione ai bambini costretti a lavorare nelle discariche per portare pezzi di plastica o vetro in altri centri di raccolta per avere qualche soldo. Facciamo lo spettacolo e poi abbiamo l’occasione di cantare e giocare insieme ai presenti, per lo più ragazze adolescenti che hanno appena terminato la lezione di cucito e il personale dell’associazione, che con le proprie infermiere offre assistenza alle persone che vivono nei pressi della discarica.
Prima di cominciare siamo ricevuti dal responsabile del centro, un signore molto disponibile rientrato da pochi giorni dal Canada, dove ha partecipato ad un convegno per il recupero nelle zone disagiate del terzo mondo. Ci spiega che con i fondi della Banca Mondiale il progetto è di chiudere la discarica e di garantire un’opportunità a tutti coloro che bene o male ne cavano fuori da sopravvivere. Spostare le abitazioni in un’altra area, fare qui una bonifica accurata e impiantare una fabbrica di gas, garantire imprese addette al riciclaggio, ma soprattutto eliminare questa bomba ad orologeria… visto che dal 1968 circa si continuano ad ammassare rifiuti, l’area della discarica è di 180 ettari e si estende per 10 km dal punto in cui furono buttati i primi rifiuti 40 anni fa, e poi ancora avviare sostegni di microcredito…mille progetti che illuminano i suoi occhi e anche i nostri. Durata del progetto dieci anni circa. Ora il lavoro duro è convincere le persone del luogo che il cambiamento e quindi una vita migliore è possibile…Alla profondità di soli 50 metri scarsi ci sono delle schifezze immense che causano moltissime malattie.
Rientriamo a casa per pranzo con la speranza di trovare ancora un momento per tornare in questa associazione.
Oggi è il giorno in cui le due volontarie francesi che ci hanno aiutato durante la nostra permanenza lasciano il centro. Arrivate in ottobre, dopo 9 mesi rientrano in Francia. Una piccola festicciola d’addio, qualche lacrimuccia e poi gli abbracci.
Nel tardo pomeriggio facciamo uno spettacolo in strada per i bambini del quartiere.
La cosa è stata annunciata nelle scuole della zona e quindi la partecipazione è buona. Oltre ai bambini molti adulti si fermano a guardare. In più organizziamo una parata per le strade del quartiere…ne nasce subito un grande serpentone per le vie di Malika, chiassoso e colorato…poi tutto nello spiazzo vicino alla Casa per lo spettacolo vero e proprio.
Sulle prime pensiamo che i bambini di strada ci renderanno la vita difficile e che la potenza non certo eccezionale del nostro stereo a pile venga letteralmente coperta da urla e schiamazzi…
Niente di tutto ciò…i bambini della Casa fanno da bodyguard, dicendo agli altri in quale punto del campetto sabbioso sedersi, tracciando addirittura con un bastone i diversi settori… Ousmane è entrato come giocoliere nello spettacolo (ha già imparato a fare passing…), Djibril controlla lo stereo, Pape recupera ogni tanto lo splendido Ablail (da noi soprannominato Caccolina, 3 anni scarsi, di cui leggerete ancora sotto) che sorridente e come se niente fosse entra in scena…
Anche tutte le persone adulte che ne approfittano per andare a fare footing e ginnastica in spiaggia, si fermano a guardare lo spettacolo, che alla fine viene visto da circa 150 persone…
A fine spettacolo veniamo simpaticamente assaliti dai bambini, e ci rifugiamo nella vicina Casa di Ibrahima.

Giovedì 3 luglio
E’ la giornata che prevede la nostra seconda visita in ospedale, preceduta da una visita per le vie di Dakar.
Evitiamo il mercato turistico facendoci guidare da Alì nel mercato senegalese.
Il fatto che Alì cerchi di evitarci i prezzi da turisti segnalandoci i prezzi che verrebbero invece fatti ai locali non viene visto bene dai venditori, che se la prendono con lui rinfacciandogli di negare loro dei facili guadagni alle nostre spalle.
Ma la giornata pare essere probabilmente una delle più calde della nostra vita…e dopo una sosta per il solito panino senegalese ci rechiamo all’ospedale.
Dopo le 2 ore per andare da Malika a Dakar c’è un’altra mezz’oretta da fare coi trasporti locali per arrivare all’Ospedale Fann, dove oggi faremo servizi con 3 nostri amici senegalesi, al loro 2° servizio.
Visitiamo i reparti pediatrici e in particolare due differenti padiglioni, ognuno dotato di circa 8 cameroni e divisi da un giardinetto quadrato nel quale i parenti dei degenti si stravaccano a terra all’ombra di un albero centrale.
Il servizio scorre bene, i nostri amici sono più sciolti rispetto al turno precedente di martedì.
Nonostante lo stupore generale siamo accolti bene, e solo in una camera un’anziana signora nonna di una bambina manifesta in wolof la sua disapprovazione e i nostri clown senegalesi la capiscono…il rifiuto…difficile da accettare per loro che non capiscono come si possa rifiutare chi viene a donare un po’ di sé agli altri…
La cosa viene affrontata nella condivisione post servizio…Forse quello è stato lo sfogo di una nonna che non sa come affrontare la malattia della nipote, forse ha della rabbia e noi siamo stati la sua valvola di sfogo, vedere delle persone che fanno quello che facciamo noi in ospedale può sembrare strano e fuori luogo ad una persona della sua età in un paese che non conosce la figura del clown, il rifiuto non è alla persona ma al servizio…altro positivo scambio di emozioni e poi l’abbraccio finale…
Rientriamo alla Casa con scalcagnati taxi, per evitare di rimanere eccessivamente imbottigliati nel traffico e rimetterci altre 2 ore e mezza per il viaggio di ritorno…o quanto meno così avrebbe dovuto essere…
Ci dividiamo in due gruppi su due taxi: Sbrodolo e Chiappo arrivano a casa col primo taxi senza problemi…per Donji, Ruzzolo e Stropicciato si apre un “simpatico” fuori programma che allungherà i tempi dall’ora abbondante prevista per il viaggio in taxi alle quasi 3…
Infatti il secondo taxi buca una gomma ed è costretto ad accostare in mezzo alle bancarelle e chincaglierie che costeggiano la strada. L’autista scende e smonta la ruota (scoprire che tutte le ruote sono fissate con 3 dei 4 previsti bulloni…) e scappa via con la ruota sulle spalle in direzione opposta al senso di marcia. Si avvicinano molte persone, chi per vendere chi per chiedere qualcosa, chi per vedere il bianco…
Uno di questi ci dice che probabilmente è andato lì vicino a fa riparare il pneumatico.
Questo signore resta con noi…non vuole che gli stranieri che vengono in Senegal siano trattati male, lui ha passato anni in Congo e sa cosa vuol dire stare…Infatti alcuni personaggi che si avvicinano sono un po’ folcloristici…la presenza di questo signore ci dà comunque più sicurezza. La cosa incredibile è che si tratta dell’unico signore alto 1 metro e sessanta cm di tutto il Senegal…e il più piccolo di quelli intorno è alto un metro e novanta…
Dopo un’ora abbondante il taxista ritorna come se niente fosse e montati i 3 bulloni di cui sopra riparte ingranando la prima a fatica e saltando le marce, avendone a dotazione solo due o tre…
Manca ancora un po’ alla Casa…ma riusciamo ad arrivarci…
Ad accoglierci troviamo Chiappo e Sbrodolo, che sono arrivati senza intoppi e che accortisi che una bambina della Casa ha il mal di testa, mettono su il cd con le musiche di Reneé Aubry…non solo il mal di testa passa, ma le coccole prendono piede…e la sala in cui solitamente mangiamo si trasforma in una splendida distesa di bimbi che si fanno reciprocamente delle tenere coccole!!!
Per queste…non c’è latitudine che tenga…

Venerdì 4 luglio
Nella mattinata ci rechiamo nuovamente all’Associazione Book Diom già visitata mercoledì scorso.
Ci accompagnano a vedere la discarica nella quale si trovano i lavoratori ai quali cercano di dare la formazione e i controlli medici. La cosa ci colpisce molto…e soprattutto ci stupisce come queste persone che lavorano e vivono nella discarica siano pronti ad accoglierci con il sorriso nonostante le situazioni circostanti. C’è sempre molta fierezza nei loro sguardi. Sono loro a chiederci come ci siamo trovati in Senegal e se ci hanno trattato bene…loro a noi…
Ritornando al loro centro facciamo alcuni giochi con i ragazzi presenti.
Il nostro obiettivo era quello di fare giochi cooperativi e di sintonia: ci troviamo ahimé di fronte una sessantina di ragazzi di età diverse, che non si conoscono tra di loro e con uno scarso desiderio a seguire quanto proposto. Decidiamo ovviamente di non imporre nulla e cerchiamo di essere flessibili il più possibile nel passare il tempo restante insieme.
Nel pomeriggio ritorniamo a Pikine (cittadina vicino a Malika) al Centro disabili già visitato la scorsa settimana e ad accoglierci ritroviamo Omar, il responsabile del centro.
Ci portano in un vicino spazio all’aperto cementato utilizzato dalla comunità per le attività più disparate: dalla pallacanestro alla pallamano, dalle prove del gruppo dei bonghi al semplice incontro della gente. E’ una specie di grossa piazza sulla quale danno le vie del quartiere e diventa il cuore pulsante della zona.
Qui presentiamo il nostro spettacolo, con l’accompagnamento del gruppo di tamburi, bonghi e djambé: il nostro stereo non sarebbe stato di grande aiuto e il suono si sarebbe perso nello spazio di un metro quadro…e poi l’idea è di integrare, di collaborare con questo gruppo locale, formato da abili e disabili…anche se come detto nelle precedenti condivisioni…è evidente che le disabilità sono soprattutto attribuite dallo sguardo giudicante di chi osserva…
Il mix è perfetto…e lo spettacolo raccoglie circa 200 tra bambini e passanti…e si crea subito un bel clima che ci porta a dare il massimo, in questo che a conti fatti, l’ultimo spettacolo della missione.
Finito lo spettacolo abbiamo il tempo di fare un laboratorio di giocoleria per gli adolescenti del quartiere: sono tantissimi e non avendo la possibilità di creare le palline per tutti con pellicola trasparente e palloncini rotondi (sia per la nostra disponibilità che per il tempo che comunque sarebbe stato necessario), optiamo per le pietre, che non mancano.
Sono molto ricettivi…la cosa ridicola e che scopriamo subito che le pietre in realtà sono dei pezzi di cemento, avanzi di costruzioni, e quando cadono si spezzano subito.
Praticamente anche esercitandosi con una pallina sola, se cade, se ne raccolgono tre…
Alla fine chiudiamo il laboratorio con i ragazzi che giocolano con pietre grosse come francobolli…
A parte questo inconveniente, risolto con la continua ricerca di altre pietre, il laboratorio viene bene…i più piccolini facevano un chiasso infernale di sottofondo…ma…beh, sarebbe stato strano il contrario…quindi tutto perfetto!!!
Si rientra alla Casa, ultimo giro su taxi locali (auto praticamente uscite da uno sfasciacarrozze che prendiamo per fare i tratti completamente sabbiosi nei quali i pulmini non esistono e sulla ui affidabilità vi abbiamo già aggiornato…) e coloratissimi pulmini, ognuno dotato al suo interno di una piccola scarpina sinistra di bambino, che pare porti fortuna e protegga dagli incidenti.
Per il dopo cena abbiamo organizzato un piccolo falò…Abbiamo l’ukulele, i tamburi non mancano mai…ma soprattutto c’è tanta allegria e voglia di cantare insieme…
E’ il saluto che il cielo africano ci dà…

Sabato 5 luglio
Ahimé…l’ultimo giorno…nella mattinata l’impresa è rifare i bagagli e recuperare la roba…la nostra piccola stanzetta è stata stipata in ogni suo centimetro quadrato…ma ci riusciamo…
Nel pomeriggio andremo a Dakar all’aeroporto…si partirà per il ritorno…e via Parigi torneremo in Italia…
Eccoci ad inviarvi questo ultimo blocco di condivisioni…abbiamo cercato di passarvi le nostre emozioni…sembra strano da spiegare ma ognuno di voi ha sentito il vostro “leggerci”, il vostro interesse e partecipazione…noi baluardi sul campo in Senegal di un plotone di nasi rossi che con costanza si impegnano nel portare sorrisi ogni settimana…
Come sempre la missione non finisce oggi…la missione continua…ogni giorno…ovunque…col naso rosso al collo ma soprattutto nel cuore…
E poi…potevamo farle mancare?
Noooooo….certo…per cui, a grandissima richiesta…eccole…

lunedì 30 giugno 2008

Missione Senegal - 2° gruppo - Diario 26-29 giugno 208

Giovedì 26 giugno

Abbiamo la mattinata liberi da impegni prefissati e ne approfittiamo per girare per il quartiere della cittadina dove siamo, Malika.
Ci immergiamo nei suoni e nei colori senegalesi….e Chiappo coglie l’occasione per farsi tagliare i capelli.
Ma non c’è la luce nel quartiere e allora il barbiere attacca la macchinetta tagliacapelli ad un generatore rumorosissimo. Ne viene fuori un testino niente male, con aggiustamenti fatti con il rasoio degni del miglior geometra.
Nel nostro gironzolare per il quartiere ogni occasione è buona per interagire con i locali e Chiappo si mette a fare dei giochi di magia con un successo incredibile.
Nel pomeriggio concludiamo il corso clown per i ragazzi del gruppo di Alì. Abbiamo gettato una base. A prescindere dalla continuazione effettiva che potrà avere, i ragazzi sono molto contenti e soddisfatti del percorso svolto insieme.
Il corso doveva durare dalle 17 alle 21…si presentano alle 18 e con naturalezza ci dicono che prima sono andati a fare un bagno in spiaggia…
Hanno apprezzato molto la parte di crescita personale, sono diventati dei giocolieri eccezionali nel giro di 20 minuti, abbiamo fatto vedere alcune magie dalle quali non sono stati attratti più di tanto, abbiamo avuto difficoltà a far capire il concetto di cura per l’altro (nell’esercizio della bambola che non cade si lanciavano la persona al centro con forza smisurata) ma alla fine si è notato anche lì il miglioramento su un terreno a loro non familiare.
Consegniamo i nasi rossi…per loro è come ricevere una medaglia d’oro alle Olimpiadi e sono molto emozionati.
Si crea un bel clima, e ritornando alla Casa i ragazzi ci insegnano alcune parole e frasi in wolof, la lingua locale che, pur essendo il francese la lingua ufficiale dello stato, è quella parlata da tutti.

Venerdì 27 giugno

Oggi la giornata sarà molto intensa…abbiamo in programma due visite: una ad un centro per disabili e l’altra alla savegarde de Pikine, una sorta di carcere minorile, e ci aspettano molti spostamenti.
Siamo pronti per le 9.10 e restiamo in attesa di Mamadou, l’educatore della Casa, che oggi ci accompagnerà. Arriva alle 10.30…quindi per i ritmi senegalesi siamo in perfetto orario…
Si parte…prima un pulmino locale, poi un taxi e poi un altro ancora. Di pulmini stracolorati e pieni zeppi di gente abbiamo già parlato…i taxi sono macchine pronte per lo sfasciacarrozze che riescono a riparare in continuazione.
Arriviamo nel Centro Disabili: il responsabile del Centro, Omar, ci illustra come tutto è cominciato (già descritto dal gruppo precedente), poi facciamo il nostro spettacolo. Il pubblico è molto eterogeneo, bambini e adulti sono colpiti dal messaggio semplice e diretto, terminiamo con bans coi bambini.
Dopo un pranzo in un bar locale, si riparte per la seconda tappa.
Saliamo tutti su un taxi…e quando diciamo tutti intendiamo proprio così: oltre all’autista, noi 5 più Mamadou, totale sette persone su un vecchio peugeot. Siamo perplessi…la macchina sembra non poter fare i tratti sulla sabbia con tutto quel peso…e infatti…sarà così…a metà strada sentiamo pezzi staccarsi dal telaio…il taxi si ferma, l’autista ci fa scendere e stende una piccola stuoia vicino alla macchina e stacca la marmitta, vale a dire tutto il pezzo, non solo quello finale, e lo mette nel bagagliaio. Ok, si può ripartire…Risaliamo in macchina e ricerchiamo l’incastro di prima con alterna fortuna. Facciamo ancora qualche minuto di viaggio nel quale l’impavido autista si lancia in derapate sulla sabbia in viuzze nelle quali pare impossibile far passare la macchina e alla prima salita…altro strano rumore sotto la macchina…si stacca un altro pezzo….riscendiamo tutti…invece di girare la chiave pianta un grosso chiodo nel volante all’altezza dell’indicatore delle frecce e la spegne…altro controllo…niente…stavolta si continua a piedi…Ma è bellissimo…abbiamo l’occasione di vedere quartieri in cui la presenza dei bianchi è un avvenimento come per noi la discesa dei primi astronauti sulla luna.
Arriviamo nella zona del nostro secondo appuntamento ma la savegarde è chiusa (per preghiera e esami di fine anno), dobbiamo cambiare il programma in corsa. Mamadou ci porta nel suo quartiere.
Organizziamo lo spettacolo in strada. Prima di cominciare siamo ricevuti da un sedicente capo del quartiere nella sua casa e scambiamo quattro chiacchiere con gli adulti della zona mentre i bambini aspettano fuori l’inizio dello spettacolo.
Arriva a salutarci anche la guida spirituale del quartiere, che non stringe la mano a Ruzzolo in quanto donna. Adattarsi alle abitudini locali e di culture differenti e cercare di comprenderle senza entrare nel giudizio mette di fronte a interrogativi…
I ragazzi senegalesi della zona arrivano con i loro bonghi, decidiamo di non usare la nostra musica abituale che riusciamo a fare sentire con lo stereo portatile a pile ma di farci accompagnare dal loro. Ne viene fuori un’atmosfera incredibile…i ragazzi sanno dosare il ritmo a seconda delle scene.
Dopo questo spettacolo Mamadou ci porta a trovare la sua famiglia e ci tiene a presentare la sua nonna, una signora di 92 anni dal fascino incredibile, la vera capofamiglia e punto di riferimento per tutto il quartiere.
Si ritorna al Centro disabili visitato in mattinata. Il programma prevedeva un laboratorio di giocoleria, ma si cambia. Stanno facendo le prove di uno spettacolo e con gioia decidiamo di seguirle. Lo spettacolo prevede la messa in scena di un balletto, fatto da disabili e abili insieme. Ma vi assicuriamo che le parole non spiegano l’integrazione…chi è abile? Chi non lo è?...sono tutti ballerini fantastici…I ragazzi con le disabilità fisiche ballano con le stampelle, si mettono in verticale sulle mani, utilizzano le stampelle come trampolini per acrobazie al limite della legge di gravità, si buttano per terra e ballano battendo le mani per terra al ritmo della musica…
La storia è quella di un disabile fisico e una ragazza fisicamente abile che si innamorano, il padre di lei è contrario è impedisce l’unione, nella storia che si dipana per tutto lo spettacolo e che farà trionfare l’amore, si fa riferimento alla storia vera di un re del Mali, che nato con una disabilità fisica e arrivato alla maggiore età, si fece costruire un sostegno in ferro col quale riusciva a camminare e che lo aiutò a diventare un grande re al di là dell’impedimento fisico.
Il messaggio finale è che bisogna andare al di là delle differenze, guardando in positivo le cose…
Vi ricorda qualcosa?
Si rientra a casa dopo 10 ore fantasticamente incredibili in questo splendido Senegal che non perde occasione di farci crescere…
Al rientro alla Casa, i bambini ci accolgono con abbracci dolcissimi…tutti a tavola…cioè…tutti per terra intorno al piattone...sarà difficile riabituarsi al tavolo…così è splendido (amici e parenti sono avvisati…).
L’ultimo a finire il pasto è Memba, il cucciolo della casa, 5 anni: sta raccogliendo gli ultimi piselli dal piattone, tanto da riempirne ancora un cucchiaio, l’ultimo…Donji si avvicina a testa bassa, strisciando per terra e spuntando con la testa vicino a Memba…Memba lo guarda e con un sorriso gli porge il suo cucchiaio pieno…che dire…i clownini che hanno visto la scena si sono commossi a dir poco…
Altro insegnamento di questo fantastico Senegal…che fa veramente del tarengà, l’accoglienza, una naturale ragione di essere…
Condivisione della giornata prima di andare a nanna…con gli occhi che si chiudono cullati da un dolce sorriso…

Sabato 28 giugno

Eccoci…dopo colazione facciamo una riunione con le volontarie francesi e Alessia, la responsabile italiana della Casa di Ibrahima, che è arrivata ieri dall’Italia. Rivediamo con loro quanto fatto fino ad ora e stabiliamo il programma per la prossima settimana, fissando gli impegni e gli appuntamenti.
Nel fare questa operazione dobbiamo necessariamente considerare l’andazzo locale, e quindi anche che all’ultimo il tutto potrebbe essere stravolto…
La mattina è segnata purtroppo anche da un evento triste: una delle due ragazze locali che si occupano della cucina riceve la notizia che il suo nipotino di 3 mesi è mancato…
Aveva una malattia mai vista da queste parti, oltre al medico i familiari hanno consultato una donna del villaggio, che pare abbia detto che il problema possa essere stato il malocchio.
Medicina, tradizioni locali, superstizione…il dolore viene vissuto in modo indecifrabile per noi occidentali…
La ragazza insiste per completare i suoi doveri domestici e sono le responsabili del centro a dirle che può andare a casa ovviamente…solo allora accetta…
Senza che nessuno dicesse loro nulla, i bambini della casa si avvicinano al pentolone delle patate che stava pelando e continuano il lavoro da svolgere, nessuna parola entra in circolo, partecipazione attiva al dolore senza abbracci o consolazioni…
Un’altra grande esperienza di vita…
Il pranzo e poi un momento di sosta dovuto al caldo afoso delle prime ore del pomeriggio…e poi andiamo con i bambini alla spiaggia…si gioca insieme a loro...calcio…onde…
L’Atlantico porta onde altissime e correnti fino al bagnasciuga…e quindi prudentemente facciamo uscire i bambini dall’acqua.
Si ritorna alla Casa cantando tutti insieme.
La sera…beh…è sabato sera…e i bambini attendono frementi il momento cinema…il programma prevede la visione di Peter Pan, direttamente sul pc.
Loro guardano incantati il film…noi ammiriamo le loro bocche spalancate…
Ogni tanto il pc si blocca…improvvisiamo allora le scene dl film…con uno splendido Sbrodolo che rifà mimando tutti i personaggi, aggiungendo i bimbi della Casa in questa o quella scena…
Chiappo e Sbrodolo suonano poi fuori dalla Casa l’ukulele e i bonghi, seduti per terra, al buio e illuminati dalle sole stelle…altri bambini delle case vicine si avvicinano e praticamente tutto il quartiere tiene il tempo…gruppo spontaneo…emozioni uniche…

Domenica 29 giugno

Oggi ci rechiamo alla vecchia costruzione sulla spiaggia dove prima erano alloggiati i ragazzi della Casa e nel salone più grande facciamo un laboratorio di mimo e biodanza.
Si oltrepassano ancora di più le barriere e la gestualità e la musica uniscono su un terreno comune.
I ragazzi sono spugne desiderose di contatti e abbracci.
Oggi la temperatura è ulteriormente salita rispetto ai giorni scorsi ma resistiamo…poi ormai siamo abituati a Sbrodolo vicino…per cui siamo ben allenati per ogni occasione.
Nel pomeriggio, dopo essere rientrati a Casa per il pranzo, ritorniamo alla casa sulla spiaggia e facciamo giochi di gruppo.
Poi un bagno lava via il sudore…per 12 secondi…poi si è punto e a capo…
Siamo avvicinati con allegria da tutti, senza invadenza, e abbiamo l’occasione di fare conversazione e interagire non solo con i bambini ma anche con adulti.
Alcuni chiedono informazioni sull’Italia, altri le danno, avendo fratelli o amici in questa o quella città (Bergamo, Milano, Roma…).
Il sogno è di andare a lavorare in Italia, Francia, Spagna. Per farlo cercano disperatamente di mettere insieme 500 euro, tanto vale la possibilità di salire sulle piroghe clandestine che fanno la rotta sulla Spagna. Il biglietto aereo, che ai nostri occhi costa poco di più, è per loro irrealizzabile…bisognerebbe pagare il funzionario corrotto per avere il passaporto e tutta una serie di personaggi per avere le carte in regola…quindi in sostanza partono già clandestini dalla loro patria…senza considerare i problemi all’arrivo.
Arrivo che non è per nulla scontato: questo viaggio è chiamato "il viaggio della morte", la metà circa delle persone muore durante il viaggio…vedere persone che sognano questo viaggio facendo a testa o croce con la propria vita sconcerta…
Torniamo alla Casa cantando insieme ai bambini, con la testa ancora avvolta da queste contraddizioni e realtà africane.
Dopo la cena, una bicchierata di latte e pastina calda e dolce, Stropicciato organizza il falò.
Adesso…magari l’idea di un falò in estate nel deserto africano può sembrarvi sulle prime non proprio una furbata…ma, scherzi a parte, nasce una splendida atmosfera di gruppo e ci ritroviamo a cantare intorno al fuoco, immancabile bongo di sottofondo e gioia a 360°…
Il fuoco si spegne lentamente…tutti a nanna…domani scuola, non si può fare tardi (abbiamo già fatto andare i bambini a letto alle 22 anziché alle 21.30…noi rimaniamo a fare la nostra condivisione sotto il cielo stellato…

Un abbraccio fortissimo da
Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato

giovedì 26 giugno 2008

Senegal - 2° Gruppo - Diario 23-25 giugno 2008

Lunedì 23 giugno

Eccoci qui prontissimi per l’inizio della settimana senegalese.
I bambini della Casa di Ibrahima sono a scuola: ne approfittiamo per organizzare il programma delle attività, per andare in un punto internet per inviare la condivisione e per recuperare i bottiglioni di acqua. Sono dei bottiglioni di acqua da 10 litri, ahimé diventati più difficili da recuperare visto il caldo di questi ultimi giorni. Giriamo parecchi negozietti di alimentari o sedicenti tali. Alla fine, non trovandole, dirottiamo su bottiglie più piccole, poi dopo pranzo e accompagnati da una ragazza senegalese che collabora con la Casa (Michelin), riusciamo a scovare un posto dove ci danno 4 bottiglioni da 5 litri.
Dopo il pranzo ci prepariamo per andare all’associazione Nioko Boko, per raggiungere la quale dobbiamo prendere 3 pulmini locali. Questa associazione si occupa di dare assistenza scolastica e altro a bambini che non ne avrebbero altrimenti la possibilità. Per loro è previsto lo spettacolo ma prima di cominciare facciamo come il primo gruppo una delirante e splendida parata per le vie del quartiere per raccogliere bambini e annunciare il nostro arrivo: immediatamente siamo seguiti da una folla festante, Chiappo coi trampoli ha alcune difficoltà a camminare sulla sabbia e il vento che si è alzato proprio da poco non lo aiuta…infatti casca…ma la sabbia lo protegge e non succede assolutamente nulla…infatti poi ricasca una seconda volta…Ormai il pandemonio totale…suoni, colori, persone che guardano a bocca aperta il passaggio di questi matti…che dopo una quarantina di minuti ritornano al punto di partenza.
Organizzatici sullo spettacolo, la Bambola triste parte…successone!
Nonostante il caldo incredibile che si accumulato e che dopo aver fatto due passi ci fa sudare 4 litri d’acqua, portiamo a termine il tutto.
Si suda tutti, certo…ma Sbrodolo è una cosa a parte. Nel momento in cui in scena Donji lo deve abbracciare…beh…è un po’ come fare la doccia…Non è spiegabile a parole…è uno zampillo continuo d’acqua…al di là dell’umano…
Dopo il nostro intervento assistiamo alle prove di uno spettacolo di danze fatto da ragazzi che utilizzano questo centro di aggregazione, un punto di raccolta molto importante per i giovani, ma non solo, del quartiere.
Sono accompagnati da un gruppo alle percussioni, bonghi, tamburi…e le danze sono eccezionali, con una fisicità pazzesca da fare invidia a qualsiasi atleta o danzatore professionista.
Poi è la volta del gruppo di Takewoondo (non so come si scriva con precisione, comunque arti marziali): ci sono persone di tutte le età, dai 5 anni in su, la cosa è molto apprezzata perché dà disciplina ai ragazzi e li aiuta a fare attività fisica oltre che a dargli sicurezza e autostima.
L’istruttore è Alì (tra l’altro campione del Senegal nella sua categoria), che collabora con la Casa, e per lui e altri ragazzi del suo gruppo faremo il corso di clown, nella speranza che poi possano venire con noi in ospedale la prossima settimana. Vedremo.
Al ritorno, altra oretta e mezza per rientrare alla Casa, stanchi ma felici per quanto fatto.


Martedì 24 giugno
Oggi i bambini non hanno scuola e quindi sono a casa; dopo aver fatto le pulizie generali e i loro compiti mentre noi ne approfittiamo per fare il bucato, si va tutti insieme alla spiaggia.
Si fanno le piramidi, un po’ di acrobatica, si gioca insieme…la semplicità e la libertà mentale di questi ragazzini senegalesi ci conquista e ci fa riflettere giorno dopo giorno sempre di più…
Nel pomeriggio iniziamo un corso clown per un gruppo di ragazzi intorno ai venti anni di età capitanati da Alì: sono una decina circa e hanno intenzione di cominciare a fare qualcosa come clown negli ospedali di Dakar; al momento hanno accolto con entusiasmo la possibilità di fare il corso e si impegnano un sacco.
Considerate che in Senegal il volontariato non esiste (tanto da dover spiegare che non siamo venuti in Senegal con finanziamenti di chissà quale azienda…ma come volontari) e anzi, in questo campo c’è molta diffidenza (pur essendo molto accoglienti con tutti) …per di più la figura del clown non è per niente conosciuta…quindi questo nostro corso clown ha un ruolo incredibile…loro sono i veri pionieri e si mettono veramente in gioco…siamo noi ad imparare da questo coraggio…
Si torna per cena alla Casa alle 23…siccome abbiamo fatto tardi ci hanno lasciato da parte un po’ di roba…sbranata all’istante…apprezziamo un sacco la cucina senegalese e il modo di mangiare, tutti intorno ad un unico piattone seduti per terra, e veramente accolti da pari e senza imbarazzi dai locali.

Mercoledì 25 giugno
Oggi è prevista la seconda giornata del corso per i futuri clown senegalesi, giornata completa con loro…un successo…sono e siamo entusiasti…oltre ai momenti più leggeri condividiamo dei momenti veramente forti ed intensi…lacrime di gioia scendono sui nostri sorrisi…la lingua non frena e i cuori sono sulla stessa linea…che dire…’sto naso rosso ne combina sempre di belle, che ne dite?
Dopo questa giornata intensa passata nel salone della vecchia Casa sulla spiaggia (dalla quale l’associazione che ci ospita ha dovuto traslocare perché a rischio cedimento nell’ala delle camere), si improvvisa un defilé di moda con i bambini…buffissimi…chi elegantissima, chi più sullo stile rap…nel complesso una sfilata da fare invidia ai migliori stilisti.
Secchiellate di acqua come d’abitudine sono la nostra doccia…ma vi assicuriamo piacevole nella sua semplicità…
La condivisione di gruppo chiude la giornata…ci mancano solo le risate al buio…eh sì…abbiamo degli emuli di Peldicarota nel gruppo…e poi basta una sciocchezzuola per ridere come dei matti per un bel po’…tenete conto che basta dire qualcosa a Sbrodolo e lui scoppia dal ridere…ora utilizziamo questo metodo: uno inizia una specie di barzelletta che viene poi conclusa dagli altri…esempio: un cane entra in un cinema, cerca di aprire la porta ma nessuno gli apre perché il cinema è chiuso (fine)…e Sbrodolo giù a ridere, noi ridiamo nel sentire lui che ride come un pazzo…
Il cielo senegalese allarga i cuori…e anche le risate…

Un super abbraccio a tutti,
Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato

mercoledì 25 giugno 2008

Missione Senegal - 2° gruppo - Diario 20 e 21 giugno

Missione Senegal – 2° Gruppo – 20giugno – 6 luglio

Capogruppo: Donji
Equipe clown: Chiappo (FI), Ruzzolo (AL), Sbrodolo (Senigallia), Stropicciato (AL)
Partner in loco: La casa di Ibrahima ONLUS



DIARIO

Venerdì 20 giugno
Si parteeee!!!Chiappo, Donji, Ruzzolo, Sbrodolo e Stropicciato, nonostante lo sciopero dei ferrotranvieri previsto per oggi in quel di Torino, riescono a ritrovarsi all’aeroporto di Torino Caselle…ultimi controlli ai bagagli e si imbarcano per Parigi dove, dopo un’attesa di 5 ore, prendono la coincidenza per Dakar...Per alcuni è la prima missione, per altri no…per tutti un’emozione forte…aumentata dal fatto di dare il cambio al gruppo Vip che è stato a Malika (il sobborgo di Dakar dove è presente l’associazione con la quale collaboriamo).E infatti, dopo il primo impatto col caldo umido senegalese, Albatros, Furia, Geppetto, Girandolina e Svampita ci accolgono e ci indirizzano verso i ragazzi con i quali collaboreremo.Occhi lucidi per chi parte, emozioni per chi arriva…uniti dal lavoro comune che si farà in questo mese totale di presenza Vip nella terra dell’accoglienza, come è definito il Senegal.Si sale sulle macchine e dopo un’interminabile coda da fare invidia alle tangenziali delle nostre città, ci dirigiamo verso la periferia…le luci diventano sempre più rade…la gente è tantissima, tutti in strada, un caos generalizzato…Tutti veniamo colpiti da pulmini molto colorati sui quali i più giovani saltano sù aggrappandosi a delle scalette e restando in piedi dietro…Arriviamo alla casa di Ibrahima, notiamo con gioia i segni dei clown, i bambini che vivono qui vengono a salutarci uno alla volta, molto timidi e rispettosi.Ci prepariamo per la notte e ci corichiamo sotto la nostra zanzariera.Concludiamo con una prima condivisione distesi nel letto, al buio, con in lontananza una fioca luce, con le emozioni di questa semplice grande giornata spiegate con una parola, che racchiude tutte le emozioni che ci hanno portato qui.

Sabato 21 giugno
Sveglia!!!Prima giornata senegalese…e si comincia con una colazione con pane e caffè.Come già detto dal primo gruppo, si mangia tutti per terra, sul tappeto e a pranzo a cena ci sono tre grandi piattoni di alluminio dai quali con le posate tutti insieme si prende il cibo.Nella mattinata giochiamo con i bambini della Casa di Ibrahima, cominciamo a conoscersi e la sintonia parte subito bene.Nella tarda mattinata ci troviamo con le due ragazze volontarie francesi per organizzare il programma delle prossime due settimane. Fortunatamente il primo gruppo ci ha già avvisato della necessaria elasticità che dobbiamo avere e infatti vengono poste più delle basi generali sul da farsi più che fissare un programma dettagliato.La cosa positiva è che si cercherà di radunare un gruppo di adolescenti per fare un corso clown.Manca poco al pranzo ma ne approfittiamo per andare a fare il cambio dei soldini e acquistare acqua e un dolcissimo mango!Nel pomeriggio ci rechiamo alla spiaggia, giochiamo con i bambini e anche altri non del gruppo della Casa si fermano a giocare con noi, e vediamo con i nostri occhi la vecchia Casa di Ibrahima, proprio sulla spiaggia, bella spaziosa, ma abbandonata per il crollo di un muro e non più sicura.Torniamo a casa (la nuova dove si sta) e…la doccia non si può utilizzare…e quindi ci laviamo con i secchielli.Dopo cena, proprio quando stavamo cominciando a scaldarci con balli e danze con l’ukulele di Chiappo, va via la luce…ma tutto sotto controllo! Via con le candele…e si ricomincia!La luce torna…ma nulla è cambiato…noi ci divertiamo sempre!Ci si mette fuori dalla casa…Chiappo all’ukulele, Sbrodolo con una bottiglia di plastica a fare il ritmo…si aggiunge un vicino di casa coi borghi…è il delirio, controllato e pacato se volete, ma sempre delirio…Chiappo comincia a inventare testi in toscano…e il senegalese dietro…Senegal Italia….
Domenica 22 giugno
Passiamo la giornata alla Casa coi bambini. Dopo qualche gioco coi bimbi, ne approfittiamo per fare le prove dello spettacolo e per organizzarci.Nel pomeriggio andiamo a fare la nostra prima uscita: si prende il pittoresco pulmino dei trasporti locali, in uno spazio in cui fisicamente ci possono stare una dozzina di persone…saremo almeno 40… dentro sopra sotto fuori dal pulmino…Quando si scende i proprietari del pulmino discutono con i nostri referenti per il pagamento con toni accesi…ma è normale…si fa così…Arriviamo alla scuola coranica…aspettiamo che i ragazzi abbiano finito le preghiere…e poi facciamo lo spettacolo."La bambola triste" arriva anche in Senegal, il messaggio è compreso da tutti, grandi e piccini e siamo stupiti dal grado di attenzione che ci riservano.Una delle due volontarie francesi, Jalila, tempo fa aveva detto ai bambini della Casa (che sono venuti con noi) che a Barcellona in Spagna ci sono degli artisti che fanno le statue; non le avevano creduto, reputando impossibile stare fermi per molto tempo…ma dopo aver visto Ruzzolo all’opera si ricredono…e corrono da Jalila dicendole che fa come quei tipi in Spagna, una professionista…ormai Ruzzolo è una star…Nel rientro a casa passiamo per le vie di Malika…tantissima gente…tutti hanno approfittato della domenica per andare in spiaggia…e salutano i toubabes…come vengono chiamati i bianchi…(che in questo caso siamo noi...sì, non c’è dubbio…siamo gli unici…).Cena seduti per terra come d’abitudine…bella atmosfera…dopo aver risistemato tutto i bambini si radunano nella stessa sala per le preghiere.Ed è veramente emozionante vedere questi bambini pregare e raccogliersi, con le magliette Vip addosso, le stesse che abbiamo noi…al di là di ogni differenza…con altre religioni, colore della pelle, culture differenti…ma…uniti…

Ps: non ci crederete ma fa caldo…

Senegal - 1° Gruppo - Diario 19-20 giugno 2008

Giovedì 19 Giugno

La giornata si apre con il solito freddo africano. Sole a picco e temperatura adatta alla preparazione del tipico piatto senegalese. Il pinguino impanato alla sabbia. Di sabbia ce n’è,. Pinguini un po’ meno.
Eccoci, la fine missione si avvicina a passi lunghi, oggi è previsto un po’di turismo per i nostri esploratori infaticabili. Così Albatros, Girandolina, Svampita e Furia partono alla volta del Lago Rosa. Il viaggio prevede due ore di auto escursione al lago e alle bancarelle e ritorno…
Spazio per il lago Rosa.
Intanto il buon Geppo resta a casa per riorganizzare il materiale burocratico.
Finalmente dopo vari tentativi infruttuosi riusciamo ad inviare le condivisioni. Ci vuole più di un’ora fra connessine carente elettricità latente e computer ( che in francese si dice ordinateur ma per ironia della sorte è disordinatissimo qui in Senegal) . Il destino e la fortuna sono dalla nostra parte questa volta perché due minuti due dopo l’invio della mail la luce va via di nuovo e non torna per diverse ore. Poi il vecchio Geppo va alla spiaggia per fare il bagnetto in solitaria nel mare agitato giocando a “un due tre stella” con dei granchietti velocissimi che corrono sulla sabbia e si nascondono in piccoli buchi che a volte creano in pochi secondi appena qualcosa o qualcuno gli si avvicina.




Infine rientrano i nostri eroi accaldatissimi, sembrano prodi eroi della legione straniera che abbiano appena raggiunto decimati il fortino. Veloce fase di rifocillamento prima e riordino dei bagagli e delle cose presenti nell’ufficio e poi nuovo giro al mare in attesa del tramonto. Non eravamo mai stati alla spiaggia nel pomeriggio tardo. C’è tutto un mondo che saluta chiede notizie e ha voglia di ridere e scherzare. Mentre Girandolina e Furia si dedicano ad un lungo bagno ristoratore Geppetto fa amicizia con un gruppo di ragazzi e soprattutto con Ocy un ghanese che lavora qui a Malika. Il tramonto infine si mostra in tutta la sua assenza. Nel senso che il caldo dell’aria ed il freddo dell’oceano creano una foschia all’orizzonte che fa annegare il sole verso la sera senza che ci sia un vero e proprio tramonto. Mancano le ciminiere e sembrerebbe Marghera. Voilà si va verso casa con visita alla stanza abitata dal ragazzo ghanese, piccola bollente e arredata riccamente con ben due soli materassi a terra per lui e un altro suo amico con cui condivide l’affitto.
I bimbi a casa ci attendono per la cena. Qualche momento insieme e poi per loro è giunto il momento della nanna.
Per noi di fare l’ultima condivisione e di tirare insieme le somme di questa missione pre-missione.
E poi a nanna.

Sogni in tramontabili da
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che la doccia ce lo conservi a secco).



Venerdì 20 Giugno
La sveglia suona sul solito caldo africano.
Ma oggi fa più caldo del solito. C’è più sole del solito. Più sabbia del solito. E i bambini quando si svegliano sono più bambini del solito. Ci tocca partire. Lo sappiamo dal momento in cui apriamo le palpebre. Lo sappiamo dal momento in cui siamo partiti. Solo che la realtà che ti immagini non è mai quello che accade nella realtà.
Prepariamo la colazione. Girandolina mette più cioccolata nel solito nei panini e vorremmo che il pane fosse il più croccante possibile. Questo è il momento che ognuno affronta da solo anche se cerchiamo di organizzare tutto in modo che ci siano sorprese sia per i bambini e le persone che restano, sia per i clown che arrivano.
Svampita ancora un po’ febbricitante. Andiamo anche a comprare le ultime cose che servono per partire insieme a quelle che servono per chi arriva al posto nostro.
Così la mattinata fila liscia. Ma sappiamo tutti dove corrono i nostri pensieri.
Chi ha famiglia, chi ha radici, chi ha persone cui vuole bene. Bi sogna e vogliamo ritornare. Come vorremmo e bisognerebbe restare e continuare. E’ questo che fa male. In fondo la nostra impotenza di fronte al mondo. Siamo piccoli e con la nostra piccola forza vorremo fare cose che sono al di sopra di noi. Almeno chi di noi crede che quello che facciamo vada al di là di noi stessi e che abbia un senso forte nel mondo che ci circonda.
Però anche questa volta il nostro piccolo seme l’abbiamo piantato. Non sappiamo se diventerà un Baobab o morirà, se sarà un fiore stupendo, o un rovo contorto sotto il sole.
Non abbiamo la certezza che il gruppo che Alì sta cercando di creare attorno a se riesca a diventare qualcosa di certo. Non sappiamo se riusciremo a supportare in qualche modo i ragazzi del centro d’incontro per handicap. Ma nulla avviene per caso e se abbiamo incontrato queste realtà significa che sono un prova per tutti noi. Poi quello che accadrà sfugge ovviamente alla nostra vista e al nostro volere.
I bambini tornano e si mangia tutti insieme. Noi abbiamo organizzato di riempire le stanze dei bimbi con palloncini a forma di cuore e di fare un lenzuolo con le loro e nostre mani impresse sopra.
Così quando tornano le nostre mani blu si uniscono alle loro ed anche a tutte quelle di chi è della casa.
Poi accade la danza.
La danza della partenza.
Tutti si muovono ma spesso non c’è senso in quei movimenti. Quando l’emozione sembra soffocarti improvvisamente ricordi che c’è una cosa da mettere a posto o da controllare. E poi gli abbracci i baci, i disegni dei bimbi per noi e tante tante altre cose che le parole scritte non possono rendere.
E c’è alla fine un taxi che ci porta via. Corre sulle impossibili strade e gli impossibili autisti del Senegal verso una sera che si accende di bancarelle e mercatini, gente che cammina, musiche ed odori che resteranno nei nostri cuori.
Non ci sono tante parole, non ne abbiamo voglia, e la riservatezza di Helen è si quella tradizionale dei senegalesi, ma è anche ascolto di quanto i nostro occhi urlano dal finestrino dell’auto.
Anche all’aeroporto il contatto con la realtà è flebile, legato soprattutto alle cose tecniche strettamente necessarie.
Aspettiamo i clowns dall’Italia. Dobbiamo scortarli verso Micheline Helen e Alì che li aspettano oltre le transenne di sicurezza. Sappiamo che li stiamo consegnando ad un’esperienza unica. Spariscono nella notte fra molti visi e voci. Anche noi veniamo inghiottiti dall’aria condizionata dell’aeroporto e poi da aerei che ci sballotteranno in una notte troppo breve piena di sonni spezzati e pensieri favoriti dalla sensazione di volare.
A Madrid Albatros ci saluta. Lo accompagniamo al suo volo per Parigi solo dopo una colazione che gustiamo molto ma in fondo viviamo come un tradimento del rito di scambio che a Malika aveva assunto questo momento.
Ed infine scavalcando i Pirenei e la alpi coperte di neve ( i senegalesi non hanno mai visto la neve e non è stato semplice spiegare come è fatta) eccoci riconsegnati ai nostri affetti. Girandolina ha ancora una penisola intera da percorrere ma oramai è casa. Salvo che ora c’è anche un’atra casa che ci aspetta. In Africa.

Sogni aerei da
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che la malinconia ce lo conservi lacrimevole).

giovedì 19 giugno 2008

Senegal - 11-18 giugno

Missione Senegal - 1° Gruppo


Mercoledì 11 Giugno
Altro giro altra corsa signori. Ma lo stile è quello del Senegal. Cioè che se anche hai un appuntamento con qualcuno non è detto che quest’ultimo nel mentre non abbia deciso di trasferirsi in Canada.
Il programma prevedeva due spettacoli, tutte due nel centro di formazione, ovvero scuole dalla materna in su, e laboratori di avviamento professionali, dove sono presenti anche ragazzi che hanno avuto qualche problema con la giustizia o sono stati affidati ai servizi sociali. La cosa incredibile, che in Italia non esiste, è che ragazzi che noi incontreremmo a Catania e Torino nelle carceri minorili sono presenti nelle classi normali. Ma si sa sono paesi in via di sviluppo (primo schiaffo della giornata).
I due spettacoli dovevano svolgersi al mattino con i bimbi della scuola materna, fatto, il secondo, al pomeriggio, con gli adolescenti delle classi superiori. Peccato che questi ultimi oggi non tornino a scuola… Con i bambini è un sogno. Facciamo lo spettacolo con calma serafica aggiungendo anche qualcosa di improvvisato. Loro ripetono tutto quello che diciamo. Loro ripetono tutto quello che diciamo.
Appunto !!!!
Mangiamo in una saletta dei professori con tanto di ventilatore, che ahimè ad un certo punto si spegne, ma l’elettricità langue, per poi visitare i laboratori di meccanica, falegnameria, serigrafia e scultura presenti.
Poi il prode Mamadù, nostro accompagnatore ufficiale di oggi insieme alle veline Helen e Michlin…simil Canalis ( la versione però intelligente della soubrette, ci dice che ci sarebbe l’occasione di visitare un centro per disabili.
Si paaaarteeeee.
Si tratta di una sorta di centro d’incontro che hanno proprio creato dei ragazzi disabili con l’aiuto di volontari tedeschi e altri. Il motto di ingresso, una frase stupenda che ci suggerisce subito una forte affinità coi valori vip.
La differenza è una ricchezza, diventa handicap quando viene interpretata negativamente”.
Prima di girare per il centro facciamo una bella chiacchierata con chi l’ha fondato e lo gestisce.
La lunghezza d’onda sembra essere la stessa. I brividi cominciano a farsi sentire.
Hanno creato tutto questo da meno che nulla, il primo acquisto sono stati il cemento e i mattoni per fare la base del muro di cinta, con una donazione di soli trecento marchi di una volontaria tedesca.
Dove si può arrivare sognando!
Poi fra il lavoro donato da muratori senegalesi e campi di lavoro dei volontari europei il centro è stato messo su.
Ci domandiamo se esiste anche in Italia qualche realtà nata così.

Oggi fanno tante cose, corsi, atelier ecc. Vogliono persino costruire un ala in cui disabili riparino attrezzature per i disabili stessi “ chi meglio di noi può sapere come riparare gli attrezzi che noi stessi usiamo?”. Ci vogliono regalare la visione di una parte del loro spettacolo tratto da un libro che parla di Handicap molto noto da queste parti. Ballano e suonano tutti, abili e non, e quanta forza ed energia c’è.
Geppetto ha le lacrime agli occhi e anche gli altri hanno luccichii sparsi. Peccato dover fuggire per tornare alla base. Come nel quartiere di Nyoko Boko l’energia è molto alta. L’idea è di tornarci e magari proporre gli ateliers proprio qui. E chissà che non possa nascere qualcosa di…. Quando il destino ci si mette di mezzo…
Al rientro siamo un po’ tutti pensierosi su quanto abbiamo visto e sentito, il viaggio si snoda fra le viuzze più nascoste dei piccoli agglomerati urbani che circondano Dakar e di cui anche Malika fa parte.
Domani si riparte, dato che il Senegal continua a sorprenderci contraddicendosi di continuo nello stesso istante, andiamo a dormire…..

Shaka baka Boiafaus….
Dice Albatros quando esce di casa dimenticandosi i trampoli.

Saluti da
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che l’umidità che lo conservi morbido)


Giovedì 12 Giugno
Signori e signore qui si viaggia al ritmo di due spettacoli al giorno sotto il sole africano.
Il mattino…ha la discarica in bocca.
Questa volta facciamo da soli, non più guide e mediatori locali, impavidi partiamo alle 9 e 30 per una delle discariche che costellano l’enorme periferia di Dakar. Il pullmino, come sempre, è più che variopinto e siamo accolti sul mezzo come sempre con sguardi fra lo stupefatto, l’incredulo e il finto freddo, quest’ultimo tipico degli autoctoni.

L’associazione Book Diom ci attende. Si occupa delle persone e nella fattispecie dei bambini che frequentano la discarica per recuperare cose da utilizzare.
L’appuntamento è alle 10 del mattino, orario senegalese, il che potrebbe voler dire che:
a) ci aspettavano in realtà alle 9,30 ma non era stato chiaro l’orario
b) siamo in anticipo di mezz’ora almeno
c) nessuno ci aspetta e magari si sono dimenticati che avevamo un appuntamento con loro.
d) Siamo in orario.

L’ultima ipotesi è quella vincente, perché tutto si svolge con una puntualità svizzera.
Arriva Mamadù, l’educatore della Casa di Ibrahima con un altro pullmino, non meno variopinto del nostro, dopo cinque minuti.
Dopo aver fiancheggiato la discarica entriamo in un centro pulito e lindo pieno di fanciulle che stanno facendo vari corsi. Ci accoglie un addetto dell’anagrafe municipale che ci spiega l’attività del centro.
Ci presenta anche il dottor Camara, che è colui che ha mantenuto i contatti con La casa di Ibrahima, in assenza del referente al momento in Canada.
Visitiamo così il dispensario, una sorta di piccolo ambulatorio dove si medica e si aiutano gratis le persone del quartiere. Ci sottolinea, aprendo il pressoché vuoto armadio delle medicine che il bisogno di antibiotici, anti epiretici, creme per dermatiti ecc è notevole.
Furia è contento di essere riuscito a recuperare molta roba tramite i suoi amici medici. Sicuramente ce n’è bisogno.
Dopo l’ufficio, il dispensario e la farmacia visitiamo una sala polivalente e una struttura aperta che servono per corsi atelier e centro d’incontro. Sotto quest’ultima svolgiamo lo spettacolo che diventa sempre più elaborato, ogni giorno aggiungiamo qualcosa e la cosa cresce e ci diverte sempre più.
Sono quasi tutte fanciulle quelle che ci guardano e durante il numero di magia della corda indiana alcune scappano via urlando credendo che si tratti di un serpente. Poco dopo rientreranno tranquillizzate.
Alla fine sono risate e fotografie più o meno in gruppo. Un ragazzo si esibisce in una sfida all’ultimo verso di gallina con una Svampita carica come una molla.
Girandolina furoreggia come sempre fra le ragazze con il suo sorriso dolce, mentre Albatros stupisce grandi e piccini dall’alto, molto più alto trattandosi di lui (non so se avete presente i suoi centimetri al naturale) , dei suoi Shaka Baka. Alla fine il responsabile dell’anagrafe ci invita ufficialmente alla Festa Nazionale del Bambino Africano, che si terrà lunedì prossimo. Vuole però trovare un posto adatto e capiente per riunire tutti i ragazzi delle varie scuole e dei vari centri aggregativi con cui è in contatto…. Che onore !!!!
Torniamo a casa verso le 13 dove per il pranzo troviamo ad attenderci i nostri ragazzi.

Lo spettacolo del pomeriggio è presso la scuola frequentata dai ragazzi della casa, ci aspettano per le 16, così riusciamo anche a concederci un attimo di relax dopo pranzo. Una volta pronti, appena svoltiamo l’angolo che ci porta nel vicolo della scuola, guidati come sempre dal trampolare deciso di Albatros, vediamo che tutti i ragazzi sono già in strada ad attenderci. Come sempre la musica è inutilizzabile così si parte subito aizzando i presenti con grida e battimani. Si va in scena. Al nostro pubblico di studenti piano piano si aggiungono tante persone del quartiere giovani e meno giovani. Blocchiamo praticamente la strada e un paio di macchine hanno difficoltà ad attraversare. I ragazzi della Casa sparsi fra i compagni di scuola hanno lo sguardo e il modo di fare di chi la sa lunga e anticipano e spiegano ai compagni lo spettacolo, sottolineando probabilmente “quelli sono i nostri clown”.
Quando torniamo a casa decidiamo di preparare le T-Shirt di vip che abbiamo portato. Grazie e Svampita ed Albatros vengono stupende e i ragazzi della Casa sembrano non voler finire mai di rifinirle.
Per l’indomani rinunciamo alla gita al Lago Rosa perché i ragazzi sono a casa da scuola e vogliamo dedicare loro un po’ di tempo provando ad effettuare anche un piccolo percorso clown.
Buona notte...dal paese dove il saluto è quasi sempre accompagnato da un dolce sorriso…c’è sempre da imparare J

Vostri:
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che la sabbia ce lo conservi asciutto)

Venerdì 13 giugno
Oggi sono nati dei nuovi clown! Questa mattina abbiamo fatto un piccolo corso claun con i bambini della casa di Ibrahima. Si sono cimentati in giochi di fiducia e camminate claun con passione e grande motivazione sotto le istruzioni del buon Geppetto…Ad ogni bimbo è stato consegnato il naso rosso e così adesso non siamo più in 5 ma i 16 clown!Tutto è finito con le prove delle piramidi sulla spiaggia seguito da un tuffo nelle onde.
La presenza dei clown italiani in Senegal può presentare effetti imprevisti. Difatti che ci crediate o no oggi ha piovuto! Lo spettacolo è stato impressionante. Il cielo si è coperto di nuvoloni scuri e dalla colorazione marroncino a causa della sabbia sollevata.

Nel pomeriggio andiamo all’associazione “L’avenir de l’enfant”, ci accompagnano anche i nostri ragazzi, indossano tutti la maglietta realizzata ieri, sono bellissimi e fieri, e un po’ lo siamo anche noi, sono contenti soprattutto del loro naso rosso, che li avvicina a noi, li fa sentire in un nuovo mondo.
Questa associazione, L’avenir de l’enfant”, ha due case in cui sono accolti ragazzi che hanno vissuto percorsi davvero difficili, molti sono ragazzi di strada, altri hanno subito violenza. Qui i bambini ci abitano ed allo stesso tempo vanno a scuola e sono formati professionalmente. Lo spettacolo lo facciamo in un cortiletto. I bambini all’inizio sono pochi ma la voce che sono arrivati i clown corre in fretta nel quartiere e presto tante altre persone arrivano per vedere lo spettacolo. I bambini parlano poco francese e quindi ci lanciamo in una specie di pseudo linguaggio composto di un misto di italofrancomodenesepiemonteswolof. Tra i momenti sicuramente rimarcabili l’esibizione di Svampita ai kiwido (vi diciamo solo che tutti ridevano a crepapelle compresa lei aggrovigliata tra le frange colorate). Lo spettacolo ormai ha vita propria e come tutti gli organismi viventi cresce…infatti al termine dell’abituale ruotine di gag, arriva il momento dell’acrobatica ed ecco venirsi a formare le nuove figure provate sulla spiaggia durante la mattina con i ragazzi della casa…un successone.

Durante il ritorno abbiamo modo di notare la povertà presente intorno all’associazione, e più cruda del solito e questo ci permette di riflettere sulla fortuna che hanno i nostri ragazzi ad appartenere alla Casa, soprattutto ci fa capire quanto sia importante che la casa sopravviva ai grovigli burocratici e alle diatribe delle persone a capo dell’associazione, è per noi impensabile immaginare i nostri i ragazzi che vivono in strada, o in centri duri e tristi come quello in cui siamo stati oggi.
La serata ha una dolce conclusione, i ragazzi e noi ci rilassiamo ascoltando le voci di Geppetto e Albatros prima, Melina e Djbril poi, che ci narrano brani tratti dal “Piccolo principe” (in francese) e “Le Petit Diable”. La giornata sembrerebbe volgere al termine, ma Girandolina viene avvicinata da Michlin armata di un piccolo uncino…inizia una trasformazione..Noi andiamo a letto …chissà se domani Girandolina sarà ancora la stessa….

Notte da:
Albatros, Furia, Girandolina, Svmpita e il buon vecchio Geppetto (che la pioggia ce lo conservi fertile)

Sabato 14 Giugno

Buon giorno Italia qui Senegal.
Anche oggi il sole splende bello caldo e luminoso, i ragazzi non hanno scuola e quindi tutti insieme andiamo nella casa sul mare dove proveremo a insegnare loro qualche gag. Giunti davanti alla casa la porta è chiusa, Diob, il custode, dorme ancora beato. Sono solo le 11,30. Quindi i ragazzi scavalcano, aprono la porta e Diob arriva sorridente e sonnacchioso.
Furia e Geppetto hanno già presentato la domanda per sostituire Diob quando va in vacanza o in pensione, si perche il buon custode è pagato per stare tutto il giorno nella casa a far nulla…quando vedrete le foto capirete…
Beh una volta radunati nella sala grande, cominciamo il laboratorio di gag, prima la parata militare e poi la mosca. Ovviamente tutti gli 11 ragazzi vogliono partecipare e sono davvero bravi, sono come delle spugne, ci hanno visto solo 2 volte, ma già sanno cosa fare e in 3 minuti imparano la tecnica del ciapa ciapa. Vederli in scena è bellissimo ma ancora più bello e vedere quanto si divertono e come ridono. Il clima nella casa è spumeggiante. Al termine delle prime prove la parata senegalese è così composta: Djbril farà il capo o Housman la recluta burlona, in mezzo 9 soldati più più o meno obbedienti.
Per la mosca si fanno varie prove, tutti si alternano tra mosca e signora, sempre affiancati da Svampita e Girandolina, non sappiamo ancora quale sia la coppia più accreditata, sono davvero tutti bravissimi. Dopo un’ora e mezza di sano lavoro il giusto riposo sulla spiaggia…viva il Senegal.
Sulla spiaggia Furia, Albatros e Geppetto accettano follemente di fare la “comba” con dei ragazzi del luogo (la comba è un tipo di lotta senza colpi diretti, dove bisogna solo mettere l’avversario con le spalle al suolo) loro hanno dei fisici pazzeschi che tengono allenatissimi, i nostri lo sono un po’ meno…viva la pastasciutta!!!

Prima di pranzo abbiamo il piacere di conoscere un gruppo di musicisti che girano il Senegal cercando di portar loro forza e fiducia in se stessi, hanno a cuore i problemi dei bambini e il loro futuro, e questo ce li fa sentire particolarmente vicini. E’ stato un bel momento di integrazione, questo commovente incontro. Poi, di corsa, tutti a casa per il pranzo.

Nel pomeriggio ci aspettano i ragazzi della scuola coranica nella quale abbiano fatto il primo spettacolo, ci accompagnano anche i nostri ragazzi...quale momento sarebbe migliore per farli conoscere e giocare insieme e cosi dopo qualche gioco di conoscenza e di fiducia passiamo a quelli un po’ più energetici. Sarebbe stato bello poterli far giocare nel grande campo all’aperto, ma il Senegal è in Africa e quindi come potete immaginare il caldo, scioglie e così cerchiamo di far sfogare la loro energia con bans da urlare e giochi che si possano sostenete in un ambiente un po’ circoscritto…il risultato? Bambini felicissimi e divertiti, noi soddisfatti e un po’ esausti,.giornata all’insegna del divertimento, il pomeriggio passa velocemente, e così la cena…è il momento di un Film (X-Man 3), che grazie alla nostra potente tecnologia, riusciamo a vedere, ma i ragazzi sono esausti e dopo un'ora vano a nanna.
Anche i vostri eroi li seguono…un altro giorno è trascorso in questo magico Senegal.

A presto dai vostri italo-senegalesi
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che l’Autan ce lo conservi unto)

Domenica 15 Giugno

Buon giorno, indovinate un po’ anche oggi c’è un bel sole caldo, subito dopo colazione partiamo per andare tutti insieme alla spiaggia….Non proprio tutti, in quanto oggi per il pranzo cuciniamo noi. Così Girandolina e Svampita restano a casa a cucinare un delizioso sughetto con il quale condiremo degli spaghetti cotti alla perfezione.
In spiaggia proviamo a fare dell’acro balance ma i ragazzi oggi non ne vogliono sapere…vogliono solo fare il bagno, correre e giocare, insomma fare i bambini quali sono e così per un giorno un po’ diverso, facciamo i loro fratelloni tuffandoci con loro nelle onde, giocando con cerchi, raccogliendo conchiglie….in questo modo la giornata scivola leggera e spensierata, dandoci la possibilità di amare ancora di più questo incantevole posto….(Furia lo ama davvero tanto)
Dopo lo splendido pranzo di cui sopra, terminato con una grandiosa macedonia, il pomeriggio rallenta in quanto i ragazzi devono vedere il film iniziato la sera prima, poi devono giocare a calcio, poi devono pregare…e quindi noi possiamo prenderci un po’ di tempo per noi, qualcuno va a telefonare, qualcuno spalma la crema sulla pelle bruciacchiata, qualcuno semplicemente riposa. Effettivamente ne abbiamo bisogno. Sapete, anche se il ritmo di lavoro qua non è infernale, il caldo lo è e rende ogni movimento più faticoso del dovuto, e di conseguenza a fine giornata siamo sempre cottissimi…
Serata con effetti speciali. Le torce di Alabatros e i kiwido luminosi di Girardolina e Svampita (senza relativo attorcigliamento questa volta) rendono quasi irreale lo scenario africano. All’imbrunire così, insieme ai vostri esploratori europei, pure bimbi di ogni ordine e grado tentano con alterne fortune di far volare oggetti di ogni tipo.
Da domani si riparte per gli ultimi giorni di missione che dovranno essere fortissimi. Quindi a nanna presto.

A presto dai vostri italo-senegalesi
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto ( che la pastina ce lo conservi al dente).

Lunedì 16 Giugno
La giornata del bambino africano ovvero la giornata della cavolata senegalese. Questa almeno la definizione che la nostra prode Jalila ha coniato per questa giornata.
Piove al mattino e ciò doveva già farci capire che non sarebbe stata una giornata facile.
Ci eravamo preparati psicologicamente a presentare il nostro spettacolino con la forza più grande che potessimo mettere in campo. Eppure…
Ma andiamo per ordine.
La sveglia ci coglie mentre i ragazzi oramai sono pronti per andare a scuola. Espletata la doverosa formalità della colazione, fra il caldo e il resto senza la colazione è difficile dare il via alla giornata, ci approntiamo a fare le prove ed a pensare qualche idea nuova per lo spettacolo quando Melina ci propone di recarci presso la vicina scuola professionale per ragazze. Il fatto è che stavamo aspettando anche Omar dell’associazione dei ragazzi disabili per poterci organizzare per uno scambio di spettacoli. Dunque ci dividiamo. Albatros e un bruciacchiato Furia restano a casa ad attendere Omar e Girandolina, Svampita e Geppetto raggiungono in breve la scuola. Lo spettacolino, che in tre diventa ino ino ino si svolge con buon successo. Le ragazze sembrano aver molta più voglia di ridere e divertirsi dei coetanei orgogliosamente maschietti. Parliamo anche con la direttrice e nel dialogo viene fuori l’idea di proporre alle ragazze un breve stage di due appuntamenti di decoupage con le nostre due prof Svampi e Gira….
Detto fatto.
E piccolo grande errore… Il primo appuntamento è per il pomeriggio purtroppo in concomitanza, in teoria, con lo spettacolo per la festa del bambino senegalese. La cosa si complica ulteriormente anche perché da tre giorni tentiamo inutilmente di metterci in contatto e di aggiornare orario e luogo dell’appuntamento. Date le risposte evasive dei nostri interlocutori decidiamo che la death line per decidere se partecipare all’evento o meno sono le 11,30.
Naturalmente quando i tre della scuola tornano a casa scoprono che nel frattempo l’appuntamento del pomeriggio è fissato, ma piuttosto vagamente, alle 15,30 al terminal dei bus, luogo di appuntamento tradizionale qui a Malika.
Il gruppo deve decidere cosa fare, alla fine con qualche mugugno si decide di dividersi nuovamente. I maschi andranno a fare lo spettacolo alla scuola e le femmine al laboratorio di decoupage.
Intanto un altro problema si staglia all’orizzonte. Omar del gruppo dell’handicap è venuto da noi per recuperare un anticipo per le t shirt che ci siamo fatti fare dal loro centro. Con una genesi piuttosto incerta parte l’idea insieme alle educatrici della casa di Ibrahima di organizzare uno spettacolo insieme al loro gruppo di ballerini e danzatori per mercoledì sera. Loro vorrebbero che però, visto che comunque non chiedono un cachè, gli venga pagato il taxi. Anche qui il gruppo deve decidere il da farsi e con qualche difficoltà riesce a spiegare che noi non siamo qui per fare beneficenza, che chi parte volontario clown lo fa a proprie spese e che alle spalle non abbiamo una struttura gigantesca che può permetterci di sostenere chissà quali spese ed infine conta anche una questione di principio.
Il compromesso viene fatto su una partecipazione alle spese di trasporto come se noi andassimo in taxi da loro. Ci si mette d’accordo su alcune cose et voilà per i maschietti dello spettacolo alla scuola è già ora di partire sotto il sole delle 15 africano. Con la nostra guida Jalila arriviamo al terminal bus ed attendiamo. Attendiamo. Ed attendiamo. Passa un’ora. Alla fine torniamo a casa. Come avrete capito nessuno è venuto a prenderci.
Seguiranno alcune telefonate con termini come “desolè” “ genè” con pure una telefonata comica di qualcuno che dice di non essere riuscito a trovare al terminal bus quattro bianchi vestiti da clown….
Torniamo a casa.
Andiamo a vedere il luogo dove poter fare lo spettacolo mercoledì, ci sarà da pulire ed organizzare lo spazio. Se la organizziamo noi sarà di sicuro una festa grandiosa.

Alle 2 fanciulle sicuramente è andata meglio…il laboratorio di decupage è stato un vero successo.
Le ragazze della scuola dove è avvenuto il laboratorio, non sono riuscite a recuperare un particolare oggetto da decorare, però un cassetto magicamente è spuntato, non abbiamo indagato sulla sua provenienza, ma sono attente, come ovviamente lo può essere una classe di adolescenti, e apprese le tecniche promettono di trovare un oggetto per mercoledì mattina, quando Girandolina e Svampita torneranno per continuare il lavoro cominciato. Il vero delirio però scoppia quando le due eroine clown decidono di truccare le ragazze. Tutte all’inizio sembrano un po’ diffidenti, ma non appena intravedono i brillantini scatta qualcosa e la follia comincia..e così tutte in fila come se invece di attendere di essere truccate, attendessero di incontrare Justin Timberlake. Il guaio è che il cancelletto che da sulla strada è aperto…si sparge la voce, gli schiamazzi si fanno sentire e quindi le ragazze da 15 diventano oltre 40….c’era da aspettarselo con Justin Timberlake!!!
Al loro rietro Svampy e Gigy sembrano due reduci di guerra, ma con un sorriso stampato sulla faccia da invidiare…
Anche oggi abbiamo imparato qualcosa dal Senegal, terra ogni giorno imprevedibile…terra che comunque sempre ci regala qualcosa e che non riusciamo a non amare…

Sogno felici, da
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che il ritardo ce lo conservi puntuale)

Martedì 17 Giugno

Auguri Girandolina. Oggi ci attende una grande giornata, dobbiamo far visita a due ospedali di Dakar, quello visitato la volta scorsa, e l’ospedale Principale. Auguri Girandolina.
Sveglia alle 7.00 per riuscire a prendere il Bus che ci permetterà di evitare un certo volume di traffico, ma ovviamente siamo in Senegal e quindi anziché prendere il nostro pullman finiamo su un birucet locale, al primo ne susseguono altri 2, dopo una breve camminata giungiamo ad un grosso incrocio. Auguri Girandolina. Qui dobbiamo salire su un ultimo pullman di linea che ci porti davanti al primo ospedale a Dakar. Beh, il pullman è già pieno e salendo con grande fatica dimentichiamo qualcosa…..Geppetto!!! non è riuscito a salire, ma per fortuna il pullman deve fare manovra prima di ripartire quindi caricati i sui bagagli dal finestrino lo tiriamo su a forza di braccia, schiacciati come sardine ci siamo finalmente tutti e via partiamo. Auguri Girandolina.
Giunti finalmente all’ospedale, veniamo accolti un po’ freddamente, ma noi siamo positivi energetici ed entusiasti e via nel reparto…servizio splendido e attento, noi ci divertiamo e i bambini anche... le mamme non parliamone ridono come matte. Le ore a disposizione volano e non riusciamo a soddisfare tutte le richieste dei medici che ci vorrebbero con loro ancora e ancora e ancora. Auguri Girandolina.
Uscendo andiamo a mangiare…dove? In un luogo che ci ha davvero ristorato, e ridonano le forze per poter affrontare l’ospedale Principale di Dakar. Auguri Girandolina.

Dopo un breve tragitto in macchina eccoci giungere davanti a un enorme complesso in perfetto stile coloniale. Il grande ospedale è gestito dai militari, e la differenza con l’altra struttura di vede. Notiamo subito controlli più severi all’entrata una maggiore pulizia e cosa quasi incredibile…aiuole ricoperte di un morbido manto verde.
L’accoglienza è un po’ freddina anche qui, l’ambiente militare ha regole severe che non vanno perfettamente a braccetto con la spontaneità di noi clown. Auguri Girandolina.
Una volta conosciuto il Maggiore, che resterà con noi per tutto il pomeriggio, ci dirigiamo verso i reparti.
Comincia così una vera magia dove sorrisi, dolcezza e risate si susseguono, tutti ne sono contagiati i dottori, gli infermieri persino il rigido maggiore si lascia andare a risate di vera pancia vedendo magie e piccole gag. Auguri Girandolina. Le ore volano e presto è ora di andare via…i nostri corpi sono stanchi, ma i nostri cuori sono gonfi, carichi…. sappiamo di aver vissuto una gran giornata, sappiamo di essere riusciti a donare amore e allegria. Una giornata indimenticabile, ricca di emozioni…per Furia una particolare, è l’ultimo servizio in ospedale fatto con il suo vecchio camice, dopo 6 anni di onorato servizio, verrà piegato e meritatamente riposerà, sarà un ricordo bellissimo… Auguri Girandolina.

La giornata termina in maniera davvero suggestiva, la luce va via e così ceniamo a lume di candela. E’ una cena particolare che ci riserva ancora qualche emozione, come forse avrete intuito oggi è il compleanno di Girandolina..AUGURI!!! Così dopo il solito piatto unico ecco arrivare la macedonia con il gelato…e per finire i bambini durante la nostra assenza hanno preparato una maglietta con tutte le loro firme da regalare a Girandolina…
Furia, Albatros, Svampita e Geppetto provano un pizzico di invidia…la festa per Girandolina è di una semplicità estrema ma vera e ricca di amore credo che tutti una volta nella vita vorremmo festeggiare così il nostro compleanno! Auguri Girandolina.
Finalmente andiamo a letto esausti ma coscienti di aver vissuto una giornata indimenticabile.
Grazie Senegal

Sogni incantevoli da
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che il sonno ce lo conservi vigile)

Mercoledì 18 Giugno

Buon giorno dai vostri avventurieri. Oggi indovinate???? E’ una splendida giornata di sole caldo e lucente ben 37° alle 10 del mattino!!!
Oggi è un giorno speciale, come tutti quelli qui trascorsi sino ad ora, un grande evento ci attende e noi ci teniamo particolarmente.
La giornata inizia con la ripresa del laboratorio di decoupage dalle ragazze. Girandolina e Svampy si recano questa volta con Jalila alla scuola e apprendono con gioia che le ragazze si sono applicate nel cercare un oggetto da decorare. Alcune di loro hanno portato delle mezze zucche svuotate, ottime per il lavoro da fare.
Altre hanno i fantomatici cassetti presi non si sa dove... e altre, che non si sono applicate gran che, hanno dei pezzi di cartone. Iniziano con il ritagliare la carta, e alcune sono davvero brave e volenterose!
Una volta applicata la carta sugli oggetti le ragazze che non vedono l’ora di finire il lavoro passano all’applicazione del flatting. Gli oggetti prendono forma e le ragazze sono contente del risultato.
Girandolina si adopera molto perché le applicazioni vengano fatte nel migliore dei modi, anche perché Svampita Inizia ad accusare i sintomi di una forte infiammazione alla gola e non è al massimo.
Finito li laboratorio verso mezzogiorno ci rechiamo a casa dai maschietti, che nel frattempo hanno organizzato il luogo dove allestire lo spettacolo del pomeriggio, lavorando sotto il sole per pulire la sabbia dalla spazzatura e detriti, nell’area dove si terrà l’esibizione nostra e dei ragazzi del centro handicappati conosciuto nei giorni scorsi. Nella mattinata Furia ha provato a spedire le condivisioni ma purtroppo tutto il quartiere è senza luce, Geppetto e Albatros sono andati a comprare il materiale per realizzare delle torce e per delimitare il “palco”…nelle strade i ragazzi notano qualcosa di strano…le ragazze che hanno appena finito il corso di decupage, hanno tutto in mano i lavori appena realizzati e sono davvero belli, alcune di loro esponevano le loro zucche in testa!
Furia con dei soldi donati ha comprato per la casa, delle nuove tazze, delle posate, e una teiera per la colazione del mattino.
Nel pomeriggio proseguono i preparativi per lo spettacolo, purtroppo a questo mancherà Svampita, costretta a letto da una febbre a 38 e mezzo.
Alle 15 cominciano i lavori ... il palco viene delimitato (4 paletti e una lunga corda), le torce vengono realizzate (5 pezzi ferro per serramenti con avvolti all’estremità uno straccio per pavimenti….meglio di Indiana Jones), le quinte allestite (3 pali, un filo da stendere e i nostri 5 camici più 2 batik appesi).
Tutto è pronto per iniziare: alle 17 circa giungono su un lussuoso mezzo di trasporto i circa venti musicisti e ballerini. Scendono stampellati e non con l’aria della classe liceale in allegra trasferta.
Et voilà inizia la parata per le strade più o meno sabbiose del quartiere . Come sempre alla testa si pone l’imponente Albatros. Seguono i musicisti Furia e Geppetto con palline e clave ed ancora uno stuolo di ragazzini fra cui i più sorridenti e casinisti sono ovviamente i bimbi della Casa di Ibrahima.
Giungiamo i corteo rumoroso fino al centro nevralgico di Malika il famoso Terminal Bus. E lì, dietro front e ritorno fino all’area che i nostri eroi hanno approntato per lo spettacolo. Il pubblico non è da concerto di Vasco a San Siro, ma noi siamo felici lo stesso, anche perché tutti i vicini hanno contribuito all’allestimento dello spazio chi prestando mattoni, chi pali chi semplicemente sorridendo con la sua presenza.
Puntiamo tutto sulle gags e dobbiamo dire che i bimbi ma anche i grandi ridono e ridono e ridono… A causa della febbre di Svampita, sigh, esordisce alla mosca Micheline con un successo incredibile. Nonostante i problemi di lingua e tutto il resto è bravissima.
Poi è la volta del gruppo musical danzereccio che trascina il pubblico per un bel po’ fino al numero finale , guarda il destino, con un mangiafuoco sputa fuoco, che da il la all’accensione delle torce e alla baraonda finale con anche il grande Albatros protagonista.
La sera scende veloce il gruppo risale sul furgone scassa…., pardon lussuosissimo, puntualmente si insabbia alla prima curva con relativa discesa di tutti e venti gli astanti e spinta con annessi clown del potente mezzo, e con grida e canti si perdono nella notte fra le case di Malika.
Viene da sospirare e pronunciare: Africa.

Sogni ballati da
Albatros, Furia, Girandolina, Svampita e il buon vecchio Geppetto (che la sabbia ce lo mantenga insabbiato).